“Mosaico mediterraneo. Un mare, tre continenti.”

02/10/2014 di Redazione
“Mosaico mediterraneo. Un mare, tre continenti.”

Il 25 settembre 2014, presso i CSV del Lazio CESV -SPES, si è svolto il seminario dal titolo "Mosaico mediterraneo. Un mare, tre continenti", organizzato nell'ambito dell'omonimo progetto in occasione della Giornata Europea delle Lingue.
Sono intervenuti all'evento, oltre a FOCUS - Casa dei Diritti Sociali, Massimiliano Fiorucci e Marco Catarci del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre, Claudio Tosi per CEMEA del Mezzogiorno, Anna Urru della scuola di Italiano di Casa dei Diritti sociali, Fiorella Farinelli del Comitato scientifico della Rete Scuolemigranti.
Erano presenti, inoltre, i volontari di Servizio Civile impegnati all'interno dell'Associazione.
Ad aprire gli interventi Amalia Romano di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali, moderatrice del convegno, che ha introdotto e presentato il progetto, finanziato dal Fondo Europeo per l'Integrazione di cittadini di Paesi Terzi. Finalità generale del progetto è quella di promuovere l'inclusione scolastica e sociale dei ragazzi provenienti da Paesi Terzi, accompagnandoli nei percorsi di studio e favorendone l'accesso ai gradi più alti d'istruzione. Questo attraverso un approccio che valorizzi i bagagli linguistici e culturali di cui sono portatori.
Il progetto sperimenterà interventi educativi interculturali nell'anno scolastico appena avviato e sarà accompagnato da un percorso di ricerca e di studio sulle lingue materne degli alunni, che avrà compimento il 21 febbraio, Giornata Mondiale della Lingua Madre.
Per Massimiliano Fiorucci, del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università Roma Tre e partner del progetto, in un Paese come l'Italia, in cui l'immigrazione è ormai una componente strutturale della società, è necessario decostruire quei preconcetti che riguardano la sua presunta uniformità culturale e linguistica e riconoscere, al contrario, la sua complessità storica e il suo carattere tradizionalmente plurilingue. C'è bisogno, quindi, di adottare una prospettiva interculturale a partire dalla scuola, che oggi accoglie quasi 800mila alunni di origine straniera.
Antonio Ardolino, ricercatore e collaboratore di FOCUS- Casa dei Diritti Sociali, ha approfondito la questione dei minori Rom all'interno delle scuole italiane, e in particolare di quelle romane. È molto difficile elaborare strategie di inclusione scolastica  e sociale in contesti di ghettizzazione, emarginazione e misure ad hoc.
Entrando nello specifico della questione relativa alla lingua, Ardolino spiega come il Romanès non sia incluso tra le lingue minoritarie tutelate dalla legge 482/1999. Del resto, sarebbe fuorviante considerare tale lingua una determinante della cosiddetta "cultura Rom". Per esempio, nei campi Rom di Roma si sta sviluppando un nuovo Romanès, creato dall'amalgamarsi di alcune parole di lingua serba o rumena con l'italiano. Così come si sta formando una lingua scritta creata dagli adolescenti Rom che comunicano attraverso i social network.
Claudio Tosi, presidente di CEMEA del Mezzogiorno, ha arricchito la giornata con una riflessione articolata intorno al valore delle esperienze di educazione attiva e non formale e di valorizzazione del plurilinguismo.
Massimiliano Trulli (FOCUS- Casa dei Diritti Sociali) ha enucleato i punti di forza e le criticità delle iniziative di sostegno alle associazioni di comunità migranti. Uno dei punti fondamentali sembra essere il notevole rafforzamento delle comunità straniere: esse sono andate ingrandendosi, e allo stesso modo le associazioni nate dal loro impegno. Sono nate nuove interazioni con la società civile, con le istituzioni e con il Terzo Settore. È stato quindi ribadita l'importanza della prospettiva dell'integrazione attiva, che vede i migranti come cittadini attivi che promuovono essi stessi il cambiamento, e che diventano una risorsa competente per la società che li ospita.
È seguito l'intervento di Marco Catarci, tra i curatori della ricerca "L'ABC della Cittadinanza" sulle iniziative di formazione linguistica a favore dei migranti all'interno del territorio romano.  Il tema dell'inclusione linguistica è particolarmente rilevante ai fini della riuscita del percorso di inclusione sociale. In questo contesto, sono da considerare di grande valore le esperienze delle scuole del volontariato e i cosiddetti "percorsi di prossimità" da loro attivati, ad esempio a favore delle donne migranti. Stanno inoltre assumendo un ruolo importante tutti quegli ambiti contigui all'insegnamento della lingua: la classe non è più solamente un posto in cui imparare una lingua, ma un luogo in cui costituire una propria identità sociale e civile.    
A questo proposito, Anna Urru ha presentato il lavoro della Scuola d'italiano di via Giolitti. Caratteristica trasversale delle attività che vi si svolgono è l'approccio interculturale e "non formale" per la promozione dell'integrazione linguistica e sociale dei suoi studenti. La scuola, in stretta collaborazione con lo sportello di orientamento, è infatti uno dei primi luoghi di incontro e punto di riferimento per migrati, sia neo-arrivati che di più lunga permanenza in Italia.
Fiorella Farinelli, del Comitato Scientifico Rete Scuolemigranti, ha posto l'accento sulla decisiva interazione tra associazioni e istituzioni scolastiche nella creazione di reti che possano consentire l'insegnamento della lingua madre degli alunni d'origine straniera nelle scuole pubbliche. In buona sostanza, i ritardi delle scuole verso gli alunni migranti derivano tanto dalla sottostima delle istituzioni del fenomeno migratorio che dalla mancanza di interazione attiva delle associazioni migranti col territorio. La necessità principale, al fine di ottenere risultati concreti, è quella di creare progetti con associazioni che abbiano consapevolezza politica.
Ha quindi fatto il suo intervento Carla Baiocchi, la quale ha evidenziato come allo sportello di via Giolitti convergano persone delle più diverse provenienze, molte delle quali appena arrivate in Italia, e le cui lingue sono le più varie. Il requisito più importante per chi si relaziona coi migranti all'interno di sportelli di segretariato sociale, dunque, risulta essere una flessibilità che consenta di andare incontro e comprendere l' "altro".
Ha concluso la giornata Giulio Russo, presidente di FOCUS - Casa dei Diritti Sociali, tracciando il quadro della situazione europea attuale, che farà da cornice al progetto "Mosaico Mediterraneo". La complessa commistione sociolinguistica del continente, ovvero l'ambiente geopolitico europeo, rappresenta il fulcro delle variabili che regolano gli equilibri in Italia.
La Giornata Europea delle Lingue rappresenta l'opportunità per cogliere lo stimolo dato dall'enorme varietà linguistica del vecchio continente, e i mesi che la separano dal 21 febbraio, Giornata Mondiale della Lingua Madre, saranno l'occasione per effettuare una mappatura completa della diversità linguistica in Europa, che comprenda sia le lingue dei Paesi europei che quelle portate dai flussi migratori, divenute ormai a tutti gli effetti parte del patrimonio linguistico europeo. Questi mesi, nell'ambito del progetto "Mosaico Mediterraneo", saranno cruciali per quanto riguarda la promozione del diritto alla lingua, e quindi all'identità e al dialogo.