A Roma “Il Mediterraneo che c’è tra noi. Reti di economia solidale tessute con i migranti”

16/10/2014 di Redazione
A Roma “Il Mediterraneo che c’è tra noi. Reti di economia solidale tessute con i migranti”

Lunedì 13 ottobre presso la sede dei CSV del Lazio - CESV-Spes del Lazio in via Liberiana si è tenuto l'incontro "Il Mediterraneo che c'è tra noi. Reti di economia solidale tessute con i migranti ". Presenti all'iniziativa i diversi relatori delle associazioni e delle cooperative che partecipano alla rete di economia solidale: Giulio Russo, Presidente di FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, Rafia Mohammed Boukhbiza, dell'Associazione Sopra i Ponti di Bologna, Amina Chalghami e Lahcen Houch della Cooperativa Spinosa da Aglou, Bouchra Rizki della Cooperativa As-salam di Foum Zguid, Jamila Amzil della Cooperativa Afourer  e Mounia El Fasi dell'Associazione Donne di qua e di là da Parma. Quella di lunedì è stata la seconda tappa in un percorso di sei appuntamenti italiani, un itinerario che parte da Bologna e si snoda per Roma, Napoli, Rende, Roggiano Gravina e Parma per terminare a "Terra Madre" a Torino, la grande convention che celebra  e promuove i piccoli produttori agricoli di tutto il mondo.
L'incontro è stata una preziosa occasione di scambio e racconti: la sinergia tra le associazioni italiane e le cooperative marocchine ha creato una rete fitta di rapporti accomunati dal progetto finale di implementare la collaborazione e il reciproco aiuto per riscoprire e valorizzare lo sviluppo d'impresa in campo agricolo.
La prima testimonianza di Rafia Mohammed Boukhbiza ha ricordato la nascita dell'Associazione Sopra i Ponti nel 1995, quando insieme a diversi marocchini incontrati nel Centro di Prima Accoglienza Comunale per lavoratori stranieri "Mohamed Saif" nel quartiere Navile a Bologna, sentì l'esigenza di trovare una dimensione attiva in una routine desolante, lontano dalla propria terra. "Eravamo ghettizzati, la nostra vita si svolgeva tra la fabbrica e le case-lager, vivevamo sotto i ponti e nelle scuole abbandonate. Lavoravamo e dormivamo, la nostra casa non era un nido ma una gabbia a cui dover sempre tornare, identificati e schedati". Con la creazione di Sopra i Pointi e il sostegno dell'Associazione Mani di Parma, Rafia Mohammed Boukhbiza e molti altri migranti hanno trovato un sostegno e la possibilità di poter ricordare e promuovere la propria cultura d'origine all'insegna di una convivenza feconda con le realtà territoriali italiane. Da qui la nascita della "Rete", una parola che Rafia Mohammed ha ripetuto spesso: "La rete è quello che ci fa esistere, che crea una resistenza attiva. Noi dobbiamo globalizzare la resistenza, deve essere una forza che si estende e si diffonde. Questa cooperazione alternativa che si sta creando col tempo tra le comunità italiane e quelle marocchine è una soluzione reale, l'unica via per scegliere il migliore dei mondi possibili".
Jamila Azmil, della Cooperativa Afourer in Medio Atlante e presidente della rete di associazioni in Marocco, ha raccontato la storia delle oltre venti donne impegnate a coltivare il territorio e produrre oli, spezie e verdure. Il prodotto tipico che ormai gode di grande prestigio nel mondo della cosmetica e della gastronomia è l'argan, il frutto di un albero con radici molto profonde che può vivere fino a cinquant'anni. La mandorla di argan può essere lavorata a scopo alimentare o per uso cosmetico, rispettivamente tostata o spremuta a freddo. Oltre all'esperienza agricola, quel che è particolarmente importante è l'intervento di scolarizzazione che la Cooperativa svolge: con notevoli risultati allo stato attuale, lo scopo finale è quello di alfabetizzare su tre livelli almeno 500 donne ad Afourer e Timoullit. I corsi non si limitano alla didattica linguistica ma si estendono a lezioni approfondite di contabilità ed economia. L'intenzione è quella di rendere le donne pienamente autonome di gestire e promuovere le proprie associazioni comunitarie e le micro-imprese e adeguarsi così all'esigenza di eguaglianza di genere che la popolazione femminile sta lentamente maturando: finora le donne sono state presenti nella produzione agricola e artigianale ma con il solo ruolo di braccianti, sfruttate nella maggior parte dei casi per la loro manodopera qualificata.
L'importanza dell'insegnamento della lingua in questo contesto diventa così un'azione fondamentale per rendere le donne rurali individui autonomi e ad investirle di responsabilità importanti anche nella prospettiva di valorizzare i prodotti del proprio territorio.
Mounia El Fasi, dell'Associazione Donne di qua e di là, ha sottolineato con vigore l'importanza dei corsi di alfabetizzazione femminile che a suo parere offrono anche un nuovo sguardo su una rilevante problematica del territorio, dove esiste un tasso di abbandono scolastico altissimo. I corsi, oltre ad abilitare le donne adulte, sensibilizzano anche le madri che consegnano ai figli un'esperienza scolastica positiva, incentivandoli a comprendere il valore dell'istruzione.
"Molte realtà si stanno svegliando", racconta Mounia con speranza, e parla dell'obiettivo finale di queste azioni congiunte, quello di creare un territorio commercialmente auto sostenibile con posti di lavoro e prospettive nuove in cui i giovani possano scegliere di restare.
La Cooperativa Spinosa nata dall'Associazione femminile Tamounte ha allestito un banco assortito con i vari prodotti tipici, tra cui spezie e diversi prodotti alimentari e cosmetici a base di olio di Argan, gli stessi che proporranno a Torino in occasione di Terra Madre.
L'incontro, stimolante e suggestivo, ha destato negli auditori presenti molte curiosità e la voglia di restare in contatto con le donne e le Cooperative del Marocco per conoscere la loro terra feconda e i prodotti tipici. L'augurio di Mounia è quello che l'argan sia solo il principio di un processo più ampio di conoscenza e rivalutazione del proprio paese.