Edilizia selvaggia in Italia, più case che abitanti

30/10/2014 di Redazione
Edilizia selvaggia in Italia, più case che abitanti

L'ipercementificazione nel nostro paese combinata con i cambiamenti climatici e con i dissesti idrogeologici del territorio conduce l'Italia a conseguenze sempre più drammatiche: ad oggi, il nostro suolo è edificato addirittura il doppio rispetto a vent'anni fa e i dati del censimento Istat già nel 2011 rivelavano che gli appartamenti inutilizzati erano oltre sette milioni; circa 20 milioni di stanze vuote, e questo enorme consumo di suolo genera la distruzione di sistemi idrogeologici con la conseguente perdita di paesaggio e gravi rischi di dissesti sempre più gravi.
In quest'ultimo decennio l'aumento "di vuoto", cioè di strutture edificate e inutilizzate, è aumentato del 350%. I dati forniti dall'Istat sono impressionanti: attualmente il numero di edifici presenti sull'intero territorio nazionale è pari a circa 14,5 milioni per poco più di 31 milioni di appartamenti residenziali. L'OLT (Osservatorio sui Laboratori Territoriali) stima che tutti questi edifici ammontino a circa 18 miliardi di metri cubi edificati, di cui 15,5 miliardi residenziali mentre il fabbisogno nazionale aggregato si limita a 6,2 miliardi di metri cubi.
Il bilancio è sostanzialmente aggravato dalle regioni meridionali: la Campania riporta circa 1 milione di edifici, di questi 65.000 attualmente vuoti e inutilizzati per una popolazione totale di 5.760.000 abitanti. In Puglia ci sono 1.100.000 edifici di cui 54.200 vuoti, la Basilicata 117.000 edifici di cui 11.700 vuoti, in Sicilia su 1.722.000 edifici 132.000 sono vuoti, la Calabria ha 1.250.000 edifici di cui 420.000 vuoti e in Sardegna gli stabili inutilizzati sono 70.000 su 570.000.
Quindi nel nostro paese un alloggio su quattro è vuoto, la punta più alta della media è raggiunta dalla Calabria con una percentuale del 40%, poi Sicilia e Sardegna col 30% di abitazioni inutilizzate. In Piemonte il fenomeno riguarda solo un alloggio su quattro, mentre in Veneto e in Toscana il rapporto è di uno su cinque (poco meno del Lazio).
Guardando alle percentuali delle singole città, le proiezioni parziali rivelano i maggiori vuoti a Torino, Roma e Milano e addirittura in alcune città del sud il numero delle abitazioni supera di gran lunga il numero degli abitanti, in Calabria le stanze sono 40.000 più dei residenti. È vero che successivamente al censimento 2001 sono esponenzialmente cresciute le famiglie mononucleari, pertanto mentre prima si parlava di abitazione per famiglia ora il rapporto è cambiato, articolandosi sui nuovi fattori di abitante ed edificio. In Piemonte quindi ci sono poco più di 3 abitanti per edificio, in Lombardia quasi 5 come in Toscana e nel Lazio quasi 5. Nelle regioni meridionali ci sono mediamente meno di 3 abitanti per edificio come in Sardegna e in Sicilia, mentre in Calabria ci sono 2,5 abitanti per edificio.
A fronte di tali dati viene spontaneo chiedersi perché in questo paese si debba ancora costruire, soprattutto considerando l'incipiente declino demografico e socioeconomico. Gli esperti di marketing immobiliare spiegano che da tempo il mercato immobiliare si è separato dall'analisi della domanda sociale, diventando un mercato finanziario: i nuovi vani spesso costituiscono le basi di fondi d'investimento o di risparmio gestito, senza considerare la considerevole quota di riciclaggio del capitale illegale.