Ettore Gelpi e l'educazione come utopia nel quotidiano. "Lavoro e Formazione nell'orizzonte dei Diritti umani”

30/10/2014 di Redazione
Ettore Gelpi e l'educazione come utopia nel quotidiano. "Lavoro e Formazione nell'orizzonte dei Diritti umani”

Ettore Gelpi è stato un pedagogista che ha votato la propria vita alla riflessione intorno ai temi della formazione, educazione, sviluppo, lavoro e diritti umani. Attraverso questo ricordo di lui, il 24 ottobre scorso si è svolta l'ultima giornata del ciclo di seminari "Resistenza pedagogica". L'incontro di Roma è stato promosso dal Dipartimento di Scienze della Formazione e da CREIFOS - Centro di Ricerca sull'Educazione Interculturale e la Formazione allo Sviluppo, CEMEA e FOCUS-Casa dei Diritti Sociali. Ha coordinato l'incontro Claudio Tosi(CEMEA-Cesv) ha invece avviato la discussione il Professore Massimiliano Fiorucci Creifos - Università Roma Tre e si sono susseguiti gli interventi di Francesco Susi Creifos - Università Roma Tre, Saul Meghnagi pedagogista,  Giovanna Caravaggi Pedagogista, Veronica Riccardi Creifos - Università Roma Tre, Clotilde Pontecorvo Federazione Cemea e ha chiuso il dibattito Giulio RussoFOCUS-Casa dei Diritti Sociali
Nella giornata che ha visto tra i relatori vari esponenti del mondo universitario e dell'associazionismo, si è dibattuto sui valori che Ettore Gelpi ha portato avanti nel corso della sua intensa vita quali: il diritto alla formazione per tutti gli esseri umani o terrestri, come amava definirsi lui; la rivendicazione del concetto di istruzione come bene in sé in grado di sviluppare l'uomo; il problema della valutazione; la necessità di un superamento della disuguaglianza e della qualità delle scuole a seconda delle aree urbane e  del ceto sociale della persona; l'integrazione; la promozione di tutte le forme di agevolazione per tutti gli studenti, come ad esempio borse di studio che non prevedano l'attuale discriminante del "capaci e meritevoli".
Dopo aver ripercorso gli anni di impegno sociale, politico ed educativo del pedagogista, si è cercato di portare il dibattito alla complessità del reale richiamando l'attenzione all'attuale situazione socio-politica del Paese, ricordando come sia preoccupante che nel nuovo documento della riforma della scuola ci sia la totale assenza della complessa realtà inerente agli alunni con cittadinanza non italiana e che manchi un disegno di interventi a tal proposito. Ettore Gelpi riteneva fondamentale non nascondersi di fronte alla complessità del reale e probabilmente avrebbe ritenuto necessario, in questo particolare periodo storico, non dimenticare la visione globale delle cose per  poterle affrontare.  Ma cosa avrebbe detto oggi Gelpi ai giovani? Durante la giornata di incontro si ci è chiesto anche questo. Oggi è diventato di senso comune la convinzione dell'inutilità della scuola, l'Università è vista come un consumo e di conseguenza deperisce sempre di più il valore che si dà all'istruzione, i giovani si trovano a vivere nel pieno delle contraddizioni della globalizzazione in un'affannosa corsa a conformarsi piuttosto che ad esprimersi, senza però, alcuna certezza di arrivare al traguardo. L'esperienza di Gelpi ci insegna che ragionare collettivamente, cercando luoghi in cui sia possibile il confronto, può portare ad intravedere una soluzione al sempre più dilagante disagio giovanile anche se tutto ciò non sembra sufficientea colmare il clima di incertezza che attanaglia molti giovani. Al termine dell'incontro, nonostante il rifiorire in noi della memoria di questa grande figura intellettuale, sono rimaste irrisolte delle domande: Come sarebbe possibile oggi imparare a disimparare? e soprattutto, nei prossimi anni se non dovesse avvenire un vero e proprio cambiamento nell'orizzonte dei diritti umani, quanto spazio avranno i giovani di trovare nell'Università il contributo per la propria crescita sociale?