Eur, zone rosse: il no del Vicariato

02/10/2014 di Redazione
Eur, zone rosse: il no del Vicariato

Il Vicariato di Roma si è detto profondamente contrario al progetto del IX Municipio di istituire "zone rosse" dove consentire la prostituzione. Il minisindaco Santoro aveva spiegato che l'ipotesi riguardava l'istituzione "di una o più aree nel territorio dove tollerare il fenomeno della prostituzione, attivando contemporaneamente delle unità di strada per fornire a queste ragazze, come anche ai trans, un sostegno, soprattutto per recuperare le vittime di tratta".Una soluzione che nascerebbe da un immobilismo istituzionale che però ha fatto sì che il fenomeno si propagasse a macchia d'olio, sviluppandosi in maniera incontrollata senza nessuna tutela, né per le prostitute - troppo spesso vittime di tratta - né per i residenti del quartiere, costretti a vivere in situazione di dilagante rischio, sia sanitario che dovuto alla presenza massiccia della criminalità organizzata.Una proposta che però, secondo il Vicariato, andrebbe "contro la dignità della persona e il buon senso [e che] prende atto di un fenomeno e lo favorisce con l'intento di migliorare le condizioni di accesso a questo turpe mercato". È questa l'opinione di Angelo Zema, presidente del settimanale diocesano RomaSette. La proposta di Santoro, secondo Zema, non va a combattere il disagio che colpisce ormai svariati quartieri di Roma, anzi, agevolerebbe l'offerta della prostituzione entrando in connivenza con i criminali che sfruttano donne violate e umiliate.Ciononostante il fenomeno va affrontato, e nascondersi dietro motivazioni etiche che però evitano di prendere posizione non farà sì che la situazione migliori. Auspichiamo la nascita di un dibattito condiviso sul tema, che sfoci in proposte attuabili e decisive, mettendo al primo posto la dignità umana delle persone.