Gas: una storia di vent'anni di consumo critico, solidale e sostenibile

16/10/2014 di Redazione
Gas: una storia di vent'anni di consumo critico, solidale e sostenibile

Già dagli anni ottanta si parlava di economia sostenibile e gruppi d'acquisto ma da circa vent'anni queste buone pratiche hanno preso piede. Il Gas (Gruppo di Acquisto Solidale) consiste in una rete, appunto solidale, di soggetti che si uniscono allo scopo di risparmiare in emissioni, in denaro e, soprattutto, per procurarsi ingredienti freschi, di stagione, certificati e sani.
L'analisi condotta da Coldiretti/Censis nel 2012 ha evidenziato come il 18,6% degli italiani (2,7 milioni di persone) sia coinvolto nel fenomeno e usa questo metodo regolarmente, sebbene la definizione di Gas sia ampia e fluida, e comprende realtà che vanno dal carpooling della spesa al Gas vero e proprio. Rete Gas (il principale coordinamento a livello nazionale), conta 979 gruppi in tutta Italia (si parla di circa 200mila persone coinvolte); la stima è in difetto, in quanto molti non si sono registrati. I Gas sono diffusi soprattutto al Centronord, sebbene vi siano esempi virtuosi anche al Mezzogiorno, e una famiglia che ne usufruisce spende mediamente 2mila euro annui. Solo a Roma sono registrati 90 Gas a Roma, con un giro d'affari di 33.600 euro ciascuno, che globalmente ammonta a ben 3 milioni di euro.
Una diffusione di grande successo, dunque, che ha influenzato positivamente anche le forme di distribuzione più centralizzate, con un'enorme risonanza sociale: l'esperienza virtuosa è diventata diffusa su tutto il territorio, ha contagiato la grande distribuzione, come Coop, a documentare la filiera dei prodotti, e ha stimolato la nascita di realtà ibride come Farmers' Market e La Zolla a Roma.
"Non ricordo come - racconta Mauro Serventi, uno dei protagonisti di quella prima esperienza a Fidenza - ma i tre aggettivi che orientano l'azione dei Gas, piccolo, locale e solidale, sono venuti a galla un po' così, ragionando sulle nostre pratiche spontanee".
Il 1998, quando già c'erano più di duecento gruppi radicati sul territorio, ha visto un primo tentativo di coordinare il fenomeno attraverso un primo incontro nazionale e la redazione del "Documento base", che elenca i principi chiave dell'organizzazione.
La Legge Finanziaria del 2008 li definisce così: "Soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun incarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e di vendita".
Il Gas è un fenomeno particolare: in quanto nasce dal basso è difficile da delimitare e definire. Un esempio è la classificazione micro e macro: generalmente un gruppo comprende 25-30 nuclei, ma ci sono alcune eccezioni, come il Rigas di Rimini, che ne comprende varie migliaia, e che organizza la distribuzione in una sorta di sottogas.
L'ingrandimento del fenomeno, sebbene esce dalla prospettiva "piccolo è bello", consente di aprirsi a nuove esperienze: abbigliamento, telefonia, ed energie alternative. Inoltre si progettano i Des (Distretti di Economia Solidale) dove far confluire tutte le realtà di consumo critico sul territorio.
L'ampiezza del fenomeno ha però dei risvolti negativi: in alcuni casi sembrano essere venuti meno alcuni fondamenti etici. L'obiettivo del gas non è una caccia a saldi e convenienza, bensì una ricerca in primis del prodotto pulito, giusto e trasparente, e i fruitori si definiscono consum-attori, ovvero protagonisti dei consumi sulla base di scelte precise, che si trasformano concretamente in soggetti attivi che esercitano tutto il loro "potere della spesa" attraverso l'educazione, l'informazione e infine le proprie scelte; in cittadini consci che mangiare deve essere l'atto ultimo di un lungo processo di produzione-distribuzione virtuoso che non si appoggia e prolifera speculando sulle distanze tra i suoi terminali, ma li avvicina per formare una rete unita nel perseguire obiettivi di sostenibilità, qualità, giustizia. E questo significa cambiare prima se stessi: ecco cos'hanno fatto per vent'anni gli aderenti ai Gas e tutti quelli che con loro condividono questa battaglia di civiltà, anche in altri modi, diversi e creativi, e che sarà dura contrastare nel suo lento ma sicuro incedere.
Un'identità fluida, dove forse l'unica cosa che manca è un soggetto di sintesi. "Ma una soluzione l'abbiamo trovata - continua Serventi, storico "gasista" di Fidenza - Il prossimo 18 ottobre a Parma apriremo il 'Tavolo della Rete di economia solidale', al quale parteciperanno tutti i soggetti attivi in questo tipo di economia alternativa. Sarà un organismo che avrà il compito di coordinare i singoli progetti e rappresentare l'economia sociale e solidale in maniera unitaria". E il 23 luglio scorso la Regione Emilia Romagna ha approvato una legge per tutelare lo sviluppo dell'economia solidale, la numero 19 del 2014. Nell'articolo 1 vengono indicati gli elementi su cui si sviluppa l'economia solidale, è il riconoscimento ufficiale dei principi che venti anni fa ispirarono la nascita dei Gas. 
Per leggere l'inchiesta clicca qui.