Immigrazione: Italia condannata per respingimenti

30/10/2014 di Redazione
Immigrazione: Italia condannata per respingimenti

La Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia per aver effettuato respingimenti collettivi dai porti dell'Adriatico, non permettendo ai migranti che allontanava di chiedere asilo ed esponendoli al pericolo di essere maltrattati. Queste sono le gravi violazioni della Convenzione Europea sui Diritti dell'uomo che il nostro paese ha compiuto tra il gennaio 2008 e il febbraio 2009. I migranti coinvolti erano trentadue afghani, due sudanesi e un eritreo che fuggivano dalle guerre nei loro paesi, approdando nei porti di Ancona, Bari e Venezia. Il loro viaggio si era svolto nascosti nei tir e nei traghetti, fino a quando sono stati consegnanti ai comandanti greci dalle autorità italiane e poi rispediti nei propri paesi.
Alessandra Ballerini, uno dei legali che ha seguito il ricorso presentato dai migranti, ha raccontato che molti di loro nel respingimento hanno subìto maltrattamenti da parte della polizia greca, con pestaggi e violenze gravi di cui portano ancora i segni. In più, la maggior parte di quei 35 profughi risulta ad oggi sparita: "Non sappiamo neanche se siano ancora vivi, alcuni di loro sappiamo che sono stati rimpatriati in Afghanistan". Congiuntamente, la Corte di Strasburgo ha condannato anche la Grecia che non ha concesso ai migranti l'accesso alle procedure per il diritto d'asilo.
Meno di un anno fa i MEDU (Medici per i Diritti Umani) avevano pubblicato un dossier chiamato "Porti Insicuri" che denunciava nel dettaglio alcune pratiche di respingimento gravemente lesive dei diritti umani attuate dall'Italia in Grecia, non la prima volta quindi che viene segnalato un tale abuso.
Gli accordi di riammissione tra Roma e Atene non giustificano né prevedono in alcun modo l'attuazione di respingimenti collettivi, e in ogni caso specifico l'Italia sarebbe tenuta a valutare la condizione dei migranti per sincerarsi del fatto che le persone rimandate dall'altra parte dell'Adriatico non corrano rischi di essere rigettati anche dalla Grecia.