Immigrazione: nuovo piano di contingenza sanitario in Sicilia

09/10/2014 di Redazione
Immigrazione: nuovo piano di contingenza sanitario in Sicilia

Lo scopo del nuovo piano di contingenza è quello di potenziare la capacità sanitaria nazionale e consentire il coordinamento tra le diverse istituzioni presenti nella regione Sicilia. Il programma operativo è stato presentato a Palazzo dei Normanni dall'assessore regionale alla Salute, Lucia Borsellino, e dal responsabile della World Health Organization Regional Office, Santino Severoni, e deve fronteggiare efficacemente l'afflusso di migranti in fuga dai propri paesi in guerra per evitare episodi di violenza indiscriminata. Borsellino ha dichiarato che il piano nasce con lo scopo di tutelare la salute sia dei migranti che dei residenti e degli operativi impegnati nell'accoglienza, sottolineando il forte rapporto col territorio delle strutture che finora ha tenuto in piedi l'intero sistema. La popolazione migrante è una popolazione fragile, ha aggiunto l'assessore, e noi abbiamo il dovere etico di tutelarla come se si trattasse della popolazione residente. Il migrante va considerato come un valore aggiunto per il territorio che raggiunge, e non come un problema. I numeri, come sappiamo, sono altissimi: oltre 100mila persone arrivate nella sola Sicilia dal gennaio 2014, circa 50mila solo tra giugno e luglio con picchi di anche 5mila migranti raggiunti in poche ore e numerosi incidenti mortali. Il sistema per ora ha retto bene grazie all'enorme sforzo di tutti i protagonisti dell'assistenza; la maggior parte dei migranti giunti sulle coste sono individui sani e il nuovo piano di contingenza non nasce per evitare che vengano importate malattie, ma proprio perché ogni essere umano dovrebbe godere del diritto alla sanità, specie se il proprio paese non può offrirgliela. "La questione chiave è l'assistenza per i migranti irregolari: non possiamo permettere che un atto amministrativo, un permesso di soggiorno, divida chi ha diritto all'assistenza sanitaria da chi non può ottenerla" ha specificato Severoni, tra gli artefici del documento. Come agisce il piano, concretamente? Dal punto di vista operativo identifica ruoli e responsabilità di tutti gli operatori impegnati nell'assistenza sanitaria e regolamenta i modi in cui questi devono interagire tra di loro. Il coordinamento generale spetta all'assessorato regionale alla Salute, al cui interno viene nominato un coordinatore regionale che si rivolgerà direttamente ai direttori sanitari delle Asp. La comunicazione e l'informazione dei flussi e dell'accoglienza giocherà un ruolo fondamentale, obbligo è quello di evitare facili allarmismi tra la popolazione e la circolazione di false notizie che i media tendono a strumentalizzare. Una delle novità più importanti riguarda l'identificazione di due responsabili diversi, uno per l'assistenza in banchina e l'altro per i centri di accoglienza. Un aspetto nuovo che si spera possa aiutare a distribuire meglio il dispiegamento delle risorse, attualmente troppo concentrate sugli sbarchi e quasi completamente assenti nel momento dell'assistenza successiva.