Just eat it, un documentario sugli sprechi alimentari

23/10/2014 di Redazione
Just eat it, un documentario sugli sprechi alimentari

Un esperimento che è diventato documentario: Grant Baldwin, un giovane regista di Vancouver, ha deciso di realizzare una pellicola di denuncia su un tema di grande importanza negli ultimi anni, lo spreco del cibo.
Il film si chiama "Just eat it" e segue le vicende di Grant e della sua produttrice, Jen Rustemeyer, che hanno scelto di sopravvivere per sei mesi spendendo solo 200 dollari e mangiando gli avanzi e gli scarti alimentari. Baldwin sul suo blog racconta dell'esperienza, sensibilizzando con ironia: ammette di aver mangiato benissimo scegliendo solo prodotti avanzati, e addirittura è ingrassato di qualche chilo.
"Just eat it" è stato presentato lo scorso aprile all'Hot Docs di Toronto, un festival sui documentari, e in questi giorni sta facendo il giro del mondo. La pellicola è stata accolta con molto stupore e interesse nelle sale americane, dove resterà in programmazione per tutto il mese di ottobre. Grant punta il dito non solo contro il consumatore, includendo nel processo di spreco anche i produttori agricoli e quelli industriali: nel film racconta che in Sud America ogni giorno viene gettata una quantità ingente di banane solo perché non rispettano determinati standard estetici, senza che questo infici la loro buona qualità ma semplicemente per esigenze di mercato. La banana, spiega nel film, deve presentare un angolo preciso nella sua curva e molte vengono mandate al macero perché non sono rotonde a sufficienza.
Un altro caso specifico: Baldwin ha assistito allo scarico di un'ingente spedizione di cioccolata proveniente dall'Inghilterra del valore di oltre 12.000 dollari buttata via solo perché mancava un'etichetta.
Il fenomeno dello spreco riguarda però soprattutto la frutta: pesche, mele, arance, se non sono abbastanza belle da vedere e da attrarre il consumatore non finiscono sul bancone del supermercato. Grant e Jen nei sei mesi di riprese non hanno fatto altro che nutrirsi con gli scarti che i ristoranti, i produttori e i supermercati offrivano loro. I 200 dollari li hanno spesi solo nei rari casi in cui i produttori hanno voluto essere pagati per la merce scartata, ma nella maggior parte dei casi i loro pasti erano gratis.
Il film, oltre ad essere un curioso documentario che sonda una dimensione sconosciuta, costituisce anche un importante spunto di riflessione per interrogarci sul senso dei nostri sprechi alimentari, da evitare quando possibile a partire dalla gestione del nostro frigorifero: "alcuni studi ritengono che tra un secolo sulla Terra vivranno 13 miliardi di persone, il doppio rispetto ad oggi. Come faremo a sfamarli tutti? Dobbiamo abituarci sin da ora, educarci a sprecare di meno".
Nel documentario alcune proposte utili allo scopo: fare la spesa giorno per giorno pensando a quel che abbiamo intenzione di consumare, dedicare una zona del frigo ai prodotti in via di scadenza per ricordarsi di mangiarli prima, e, ovviamente, esaminare i prodotti meno deteriorabili che l'etichetta decreta scaduti prima di gettarli.