L’italiano, una lingua sempre più parlata nel mondo

23/10/2014 di Redazione
L’italiano, una lingua sempre più parlata nel mondo

La lingua italiana è il quarto idioma studiato in tutto il mondo. Sempre meno nei paesi della vecchia Europa, il fascino per la nostra lingua si sta estendendo alla Russia e a tutto l'Est Europa, passando per il Magreb per arrivare fino al Vietnam e ai Paesi arabi. Lontano dalle nostre radici quindi, anche da quelle migranti, sebbene Germania e Stati Uniti restino in vetta alla classifica degli amanti dell'italiano.
Il Ministero degli Affari Esteri si dice entusiasta di questa riscoperta e proprio Mario Giro, il sottosegretario, ha voluto il nuovo censimento delle scuole di italiane oltre il confine. I risultati complessivi dell'indagine sono stati resi noti durante gli "Stati Generali della Lingua italiana nel mondo",a Firenze il21 e il 22 ottobre. Due anni fa erano circa 570mila gli studenti di italiano nel mondo, e la nuova mappatura li vede triplicati: nel conteggio incluse anche le scuole private, le associazioni e gli istituti che finora erano sfuggiti al censimento.
L'italiano come veicolo culturale, come risorsa e mezzo di promozione del nostro paese. Questa l'idea del Ministero degli esteri che ha intenzione di rilanciare lo studio della lingua nonostante questo periodo arduo di spending review, con tagli alla cultura e alla scuola. Per questo l'intenzione è quella di puntare al web: è prevista la creazione di un portale dell'italiano che metta insieme l'offerta dei corsi, formazione a distanza e mappatura delle lezioni. Tutti i contenuti delle lezioni online inoltre sono stati redatti in collaborazione con l'Accademia della Crusca, il cui presidente Claudio Marazzini si dice entusiasta: "finalmente ci si muove con decisione per promuovere la conoscenza della nostra lingua non soltanto come vettore culturale ma anche economico. Agli studenti che arrivano dalla Cina nei nostri politecnici adesso si impartiscono lezioni in inglese, io proporrei di offrire loro anche corsi di italiano e di arte, è un modo per legarli al ricordo del nostro paese".A proposito del legame tra lingua e cultura, Mirco Tavoni, presidente del consorzio Icon insiste sull'esigenza di connettere la didattica linguistica con uno scenario culturale simbolico tipicamente italiano, per esportare non solo il nostro linguaggio ma anche il nostro intero patrimonio culturale e storico.
Qui il link dell'iniziativa.