La Cassazione sollecita l'apertura del Servizio Civile agli stranieri

09/10/2014 di Redazione
La Cassazione sollecita l'apertura del Servizio Civile agli stranieri

Governo e Cassazione si separano sulla scelta di aprire il Servizio Civile ai giovani stranieri. Secondo i giudici, il requisito della cittadinanza italiana risulta in pieno contrasto con i principi di solidarietà e uguaglianza sanciti dalla Costituzione, e soprattutto in opposizione con l'esperienza formativa che il Servizio Civile si propone di essere.
La Cassazione ritiene che l'esperienza debba essere assolutamente accessibile anche per gli stranieri: "La partecipazione dello straniero regolarmente soggiornante in una comunità di diritti più ampia e comprensiva di quella fondata sulla cittadinanza in senso stretto, postula che anch'egli, senza discriminazione in ragione del criterio della nazionalità, sia legittimato, su base volontaria, a restituire un impegno di servizio a favore di quella stessa comunità, sperimentando le potenzialità inclusive che nascono dalla dimensione solidale e responsabile dell'azione a favore degli altri e a difesa dei valori inscritti nella carta repubblicana". Questo quanto dichiarato dalla Cassazione in un'ordinanza lo scorso mercoledì in risposta al caso specifico di un ragazzo pakistano che nel 2012 chiese con l'aiuto degli avvocati di ASGI e Avvocati per Niente di essere ammesso al Servizio Civile nonostante non fosse un possessore della cittadinanza italiana. Il tribunale di Milano in quell'occasione gli diede ragione, ma nel frattempo il Servizio Civile del 2012 era esaurito e quindi entrambe le pronunce erano rimaste in sospeso.
La stessa situazione si è ripresentata in occasione del bando 2013/14, quando quattro giovani stranieri chiesero l'ammissione sempre con il supporto di ASGI e Avvocati per Niente. In questo caso il Tribunale di Milano ordinò la riapertura del bando reputato come discriminatorio. Attualmente, grazie a quella specifica sentenza circa novanta ragazzi non italiani stanno svolgendo il Servizio Civile italiano. I giudici ritengono che "l'esclusione precluda allo straniero il pieno sviluppo della sua persona e l'integrazione nella comunità di accoglienza, impedendogli di concorrere a realizzare progetti di utilità sociale, e, di conseguenza, sviluppare il valore del servizio a favore degli altri e del bene comune come componente essenziale di vita e come forma di educazione ai valori della Repubblica. Si tratta secondo queste Sezioni Unite di una esclusione non proporzionale né ragionevole…".
La Cassazione dopo essersi espressa chiaramente in favore dell'apertura del bando agli stranieri ha passato la decisione alla Corte Costituzionale, e a questo stato dei fatti il Governo è tenuto ad accogliere la proposta con un decreto legge facendo un passo indietro circa il vietato ingresso ai giovani stranieri nel bando, clausola discriminante, con la speranza che i tempi siano brevi per evitare che lo stesso problema si ripresenti in occasione del bando dell'Expo di Milano.