Lampedusa: il SabirFest per commemorare le vittime del naufragio

02/10/2014 di Redazione
Lampedusa: il SabirFest per commemorare le vittime del naufragio

In occasione dell'anniversario della strage di Lampedusa il Comune di Lampedusa, l'Arci e il Comitato 3 Ottobre hanno organizzato Sabir, il Festival diffuso delle culture mediterranee. Il Festival si terrà a Lampedusa dal 1° al 5 ottobre, e ospiterà dibattiti e eventi per restituire all'isola un'immagine diversa, che ne valorizzi il potenziale economico, sociale e culturale e restauri il suo ruolo di ponte sul Mediterraneo, e non di frontiera. Sabir, che dà il titolo al festival, è in lingua franca con cui, dal Medioevo fino a tutto l'Ottocento, nei porti e sulle imbarcazioni del Mediterraneo, comunicavano mercanti e pescatori, commercianti e marinai provenienti da vari paesi. Lingua meticcia che ne accoglie molte altre come l'arabo, l'occitano, il greco, il catalano, il turco, il siciliano, il genovese, il veneziano. Il Sabir non corrisponde a una popolazione precisa, non designa né un territorio né un confine, ma esprime l'esigenza primaria di sapere e di comunicare. Cinque giorni in cui si alterneranno dibattiti con ospiti provenienti da entrambe le sponde del Mediterraneo, eventi musicali e teatrali, laboratori e spazi dedicati alla letteratura. Il 3 ottobre, in particolare, ci saranno iniziative per commemorare il tragico naufragio in cui persero la vita 368 migranti. Alle iniziative parteciperanno i familiari delle vittime e i superstiti. Sul comunicato ufficiale si può leggere: "Arriveranno a Lampedusa un gran numero di attivisti sociali della sponda nord e sud del Mediterraneo, quelli che tutti i giorni con le unghie e con i denti difendono democrazia, diritti e dignità contro potenti avversari e grandi minacce economiche, militari, sociali e culturali. Discuteranno, in modo orizzontale e paritario, con europarlamentari progressisti, intellettuali, personalità e artisti alla ricerca delle alleanze possibili e necessarie sull'agenda di mobilitazione del prossimo anno e sulle "Alternative Mediterranee". Solo rafforzando il fronte comune fra le due rive, riconoscendosi alleati paritari, abbandonando ogni tentazione al paternalismo neo-coloniale, possiamo trovare la forza per fermare la guerra e le occupazioni, difendere e allargare democrazia reale e diritti, impedire l'accordo di libero scambio TTIP fra Europa e Usa e quelli che l'Unione Europea sta continuando ad imporre ai paesi del Maghreb e del Mashrek, contrastare il neoliberismo globalizzatore e ri-localizzare l'economia, fermare il cambio climatico, creare lavoro reddito e occupazione, imporre corridoi umanitari, conquistare i diritti dei migranti. Per ricostruire intorno a questo mare il solo progetto di futuro giusto e possibile, che cacci guerra e sfruttamento dalla storia". Un'altra iniziativa per commemorare il tragico evento ha avuto luogo a Messina. Il Sabirfest - Vivere il Mediterraneo, organizzato da Mesogea, Horcynus orca e People on the move si è tenuto dal 25 al 28 settembre, ed è la prima edizione del progetto culturale che da questa lingua trae il nome e l'ispirazione e che, dall'area dello Stretto, lancia occasioni e spunti di riflessione per ripensare e vivere il Mediterraneo. Giornalisti, attori, musicisti, traduttori, editori e giornalisti, italiani e internazionali per quattro giorni hanno animato la città siciliana con incontri, reading, presentazioni, performance musicali e teatrali. 
Qui il link alla pagina ufficiale dell'evento.