Libia: continuano le tragedie in mare

09/10/2014 di Redazione
Libia: continuano le tragedie in mare

Continuano le tragedie in mare, al largo delle coste libiche. Decine di corpi senza vita sono stati portati dal mare sulle spiagge a ovest di Tripoli. Secondo Rami Abdo, l'osservatorio euro-mediterraneo per i diritti umani, sarebbero i morti del naufragio avvenuto lo scorso 3 ottobre, una data già segnata dalla tragedia di Lampedusa, avvenuta l'anno passato.
La Mezzaluna Rossa libica ha dichiarato di aver salvato circa ottanta migranti in quella data, dopo che il battello dove erano stipati in più di duecento è naufragato in mare aperto. Quei corpi rinvenuti di fronte alla spiaggia di Qarabouli sembrerebbero essere provenienti proprio da lì.
Le autorità locali hanno riferito che il naufragio avrebbe avuto luogo durante il fine settimana a circa dieci miglia da Zuawrah, una città a ovest di Tripoli. "Il barcone è affondato due giorni fa - afferma un funzionario della cittadina - i superstiti riferiscono che a bordo c'erano 250 persone".
Il Cir (Consiglio Italiano per i Rifugiati) ha in seguito precisato che il naufragio del 3 ottobre aveva coinvolto due imbarcazioni, con un totale di 250 persone a bordo. 120 sono stati i migranti salvati, per lo più siriani e subsahariani, e 10 sono stati i corpi rinvenuti, molti dei quali trascinati a riva dalle onde. Il totale dei dispersi, probabilmente morti, ammonta quindi a 130.
"Dobbiamo purtroppo constatare - dichiara il direttore del CIR Christopher Hein - che la situazione nella tripolitana libica è tale che i profughi sono più che mai costretti a prendere il mare su imbarcazioni di fortuna che non sono adatte neppure per navigare qualche miglia. Dobbiamo temere che in assenza di urgenti misure anche in territorio libico, il numero di vite perse nel Mar Mediterraneo non andrà a diminuire".Lo stato nordafricano è in preda al disordine più completo. Il governo ha ormai perso il controllo di aree consistenti del paese, e questa situazione di caos è lo scenario perfetto per i trafficanti di esseri umani. La mancanza di una presa di posizione forte da parte del blocco europeo ha fatto sì che la Libia precipitasse in uno stato incontrollabile.