Marcia per la pace: in 100mila per dire no alla guerra

23/10/2014 di Redazione
Marcia per la pace: in 100mila per dire no alla guerra

L'annuale Marcia della Pace quest'anno ha visto più di 100mila partecipanti. I 24 chilometriche separano Perugia e Assisi (punti di partenza e di arrivo della Marcia) sono stati invasi da striscioni colorati, bandiere arcobaleno, canti e slogan, tutto per dire, forte e chiaro, che "cento anni di guerra bastano", ricordando il secolo passato dall'inizio della Prima Guerra Mondiale.
Alla ventesima edizione della Marcia si sono ritrovate oltre 100mila persone, diverse per convinzioni politiche, religiose, culturali, ma unite dal rifiuto della logica della guerra, del terrorismo, della esclusione sociale, del razzismo. Tra loro moltissimi erano i giovani e i giovanissimi. Tutti uniti per portare l'attenzione sulle guerre troppo spesso dimenticate, sui diritti civili cancellati, sul traffico di esseri umani, sulle politiche di riarmo, a partire dall'acquisto degli F35. Alla marcia hanno partecipato 525 città di tutte le regioni italiane, 115 scuole, 275 enti locali e 478 associazioni.
Il coordinatore della Tavola per la Pace (il comitato che ha promosso la Marcia) Flavio Lotti ha descritto il tema dell'edizione del 2014, avviata dal suono di cento esplosioni diffuso dagli altoparlanti: "Cento colpi che scandiscono cento anni di guerre, con tante stragi che anche oggi ci sono nel mondo. Siamo qui perché non vogliamo vedere più vittime".
Un intento nobilissimo, del quale, però, non vi è stata quasi nessuna copertura mediatica. Tra le eccezioni solo i servizi della Rai e qualche giornale (il Manifesto, il Fatto Quotidiano e Avvenire). Una narrazione oscurata da eventi più aggressivi e quindi con una risonanza maggiore a livello mediatico, come il Raduno di Milano, dove leghisti e militanti di Casapound hanno alzato la voce contro stranieri, inclusione sociale e politiche di accoglienza, una voce che ha coperto e soverchiato quelle dei centomila partecipanti alla Marcia della Pace che, con rispetto, attenzione e delicatezza, davano esempio di civiltà e tolleranza.