MEDU: CIE ancora inefficaci, i dati del 2013

23/10/2014 di Redazione
MEDU: CIE ancora inefficaci, i dati del 2013

I Medici per i Diritti Umani (MEDU) hanno pubblicato i dati completi sulle nazionalità dei migranti presenti nei CIE italiani (Centri di Identificazione ed Espulsione), i cui dati parziali erano stati diffusi lo scorso febbraio.
Il numero degli uomini reclusi nei dieci CIE operativi nel 2013 ammontava a 5.431; 1.470 provenivano dalla Tunisia, 1.020 dal Marocco, 439 dall'Albania, 371 dalla Nigeria, 334 dall'Egitto, 314 dalla Romania e altrettanti dall'Algeria.
Per quanto riguarda le donne, la loro presenza all'interno dei CIE è considerevolmente ridotta rispetto a quella maschile: in totale, tra i Centri di Ponte Galeria (Roma), Torino e Bologna sono 585; 207 provengono dalla Nigeria, 81 dalla Romania, 51 dalla Cina, 48 dall'Albania e 43 dall'Ucraina. Sul totale dei migranti trattenuti presso i CIE, il tasso di quelli rimpatriati è stato del 45%: le nazionalità di questi molto disomogenee.
Circa le strutture, alcuni numeri significativi: il CIE di Ponte Galeria a Roma è stato il Centro che ha ospitato nel 2013 il maggior numero di detenuti (1.278), secondo quello a Trapani Milo (1.166), risultato tra l'altro il CIE più inefficace ai fini delle espulsioni con solo il 17% di migranti effettivamente rimpatriati e il 60% che ha lasciato la struttura. Nello scorso anno soltanto un decesso registrato nei Centri, quello di un giovane marocchino nel CIE di Trapani colto da un malore. L'evento diede origine ad una protesta collettiva piuttosto violenta che portò alla totale inagibilità del centro, con la sua chiusura conseguente.
Ad oggi, il Ministero dell'Interno dichiara la presenza attiva di solo cinque CIE: a Torino, a Roma, a Bari, a Trapani e a Caltanissetta; in effetti negli scorsi mesi estivi le strutture di Milano e di Bologna sono state convertite in centri di prima accoglienza per migranti e i CIE di Brindisi, Crotone e Gorizia sono momentaneamente chiusi per lavori o in attesa di una nuova gestione da aggiudicare. Ancora non risulta chiaro il destino del Palazzo San Gervasio, chiuso dal 2011 e ancora in ristrutturazione. I dati del Ministero dell'Interno aggiornati al corrente mese confermano la tendenza alla riduzione del numero dei trattenuti nell'ultimo biennio e dichiarano allo stesso tempo l'inefficacia dei CIE: il 48,8% di rimpatriati è un dato sostanzialmente basso (1.036 su 2.124 migranti) e bisognerebbe maturare misure differenti in alternativa al trattenimento, di base coercitivo e spesso imposto e prolungato senza ragione.
I cinque CIE ancora esistenti operano ad oggi a regime ridotto rispetto alla loro capienza effettiva, e stando a quanto riporta la Commissione Diritti Umani del Senato, il 4 marzo 2014 erano presenti 469 migranti a fronte di una capienza complessiva di 849 posti. Il CIE di Ponte Galeria ospita attualmente 121 immigrati su una capienza di 360 posti.
Lo scorso 17 settembre il Senato ha approvato la riduzione del tempo massimo di trattenimento all'interno dei CIE; da 18 mesi a 90 giorni, e all'interno dello stesso provvedimento legislativo c'è una riduzione a 30 giorni del tempo limite di trattenimento di uno straniero nel caso in cui questo sia stato già detenuto in precedenza presso altre strutture carcerarie. Tale disegno di legge dovrebbe tornare in questi giorni al vaglio della Camera per l'approvazione definitiva; sintomo di un'inversione di tendenza rispetto ai lunghi periodi stabiliti finora. Un passo avanti verso la tutela dei diritti umani e contro la politica dei CIE finora, fortemente fallimentare, ma i CIE ancora esistenti continuano a risultare nel tutto inadeguati, sotto il punto di vista strutturale e sotto quello funzionale, come emerso negli ultimi anni dal costante monitoraggio MEDU.
A questo punto appare pertanto necessario sollecitare il Governo a muoversi in questo senso, disegnando una strategia efficace e chiara realmente volta al superamento del sistema dei CIE nel quadro di un più ampio intervento di riforma sulle attuali leggi dell'immigrazione.