Mos Maiorum: una retata contro i migranti

09/10/2014 di Redazione
Mos Maiorum: una retata contro i migranti

Dal 16 al 23 ottobre partirà in tutta Europa un'operazione congiunta chiamata "Mos Maiorum", coordinata dalla Direzione Centrale per l'Immigrazione e dalla Polizia di Frontiera del Ministero dell'Interno italiano in collaborazione con l'Agenzia Frontex. L'intervento ha lo scopo di perseguire "l'attraversamento illegale dei confini", nella nota del Consiglio Europeo si legge che l'operazione si pone la finalità di "indebolire la capacità organizzativa del crimine organizzato nel favoreggiamento dell'immigrazione illegale". Praticamente, gli interventi consisteranno in azioni volte a identificare e arrestare quanti più migranti irregolari possibili con lo scopo finale di raccogliere informazioni utili a stanare e perseguire i responsabili dell'immigrazione illegale. Traducendo, dal 16 ottobre assisteremo a una settimana di vera e propria persecuzione dei migranti ad opera di 18mila agenti di polizia che cercheranno nei luoghi di aggregazione di stanare più profughi possibili. Aeroporti, stazioni, porti, quartieri ad alta densità di migranti saranno il palcoscenico di una caccia serrata di fronte alla quale tutte le associazioni e le reti che si occupano di preservare i diritti umani si stanno attivando, invitando i migranti a prestare la massima allerta. Non è la prima operazione di questo tipo: precedentemente si sono susseguite varie missioni analoghe; Aerodromos, Afrodite e Perkunas, condotte durante la presidenza europea di Grecia, Cipro e Lituania. Tali interventi hanno tutti lo scopo di dimostrare con una certa spettacolarità la minaccia costituita dalla libera circolazione dei migranti e quindi legittimare investimenti massivi nelle misure di controllo, detenzione e repressione. La relazione finale della missione Perkunas, (2013) ad esempio, riporta testualmente "Considerato che la maggioranza dei migranti irregolari (72,94%) ha fatto richiesta di protezione internazionale dopo essere stata intercettata, ciò può essere assunto come una indicazione quantitativa dell'abuso nelle procedure di asilo".
In questo consiste il tanto millantato potenziamento di Frontex, non di certo nel segno di una migliore accoglienza dei migranti (ricordiamo che Frontex non si adopera nei salvataggi, limitandosi esclusivamente al monitoraggio dei transiti dei barconi nel Mediterraneo) o come un potenziamento di Mare Nostrum, operazione sì con criticità ma ancora lontana da questa politica di respingimento e punizione.
La direzione verso cui sta virando la politica italiana quindi è sempre più distante dalla proclamata tolleranza verso i movimenti migratori, considerati come un'appendice della criminalità piuttosto che come la fisiologica conseguenza del fiorire di guerre e conflitti.  L'operazione Mos Maiorum quindi, insieme alla nuova missione Triton di Frontex (che consiste sempre in identificazioni forzate di tutti) e la rigidità del Regolamento di Dublino aprono una stagione nuova e crudele nella gestione delle migrazioni, proprio dopo la ricorrenza del 3 ottobre che la retorica politica ha celebrato come un giorno doloroso e da non ripetere.