Museo d’arte orientale, una protesta per evitarne lo spostamento all’Eur

30/10/2014 di Redazione
Museo d’arte orientale, una protesta per evitarne lo spostamento all’Eur

Domenica 26 ottobre al Museo nazionale d'Arte Orientale "Giuseppe Tucci" in via Merulana si sono raccolte numerose persone, tutti firmatari della petizione per chiedere che il museo non venga dislocato all'Eur e resti all'Esquilino. Tra i presenti anche artisti e persone famose legati al valore storico del Museo, i dipendenti, le associazioni di quartiere e alcuni consiglieri del I municipio. Il progetto di spostamento prevedeva il trasferimento del "Tucci" all'Eur, in un'ala dell'Archivio di Stato, e tale intervento era stato disposto dal ministero dei Beni culturali nell'ambito della spending review.
La mobilitazione di domenica è inziata alle 10.30 di mattina a largo Leopardi, sullo sfondo di una piccola mostra allestita dagli alunni dell'istituto Manin in collaborazione con il servizio didattico del Museo, si sono susseguiti numerosi eventi di lavoratori, portavoci di varie associazioni e consiglieri municipali. "Il ministero ai Beni culturali eroga oltre 5 milioni di affitti annuali all'Ente Eur, di questi 2,2 per un'ala dell'Archivio di Stato non utilizzata che avrebbe bisogno di ristrutturazioni prima di ospitare il Museo, e al tempo stesso l'Esquilino verrebbe privato di una realtà culturale importante, simbolo di un'integrazione storica", hanno argomentato passandosi la parola i sindacalisti di Cgil e Usb.
Le soluzioni da proporre dovrebbero essere diverse, ha sottolineato Francesca Valentini della Fp Cgil di Roma e Lazio, puntando ad esempio sull'acquisto da parte dello Stato del palazzo Brancaccio che ospita il Museo (circa 800mila euro l'anno) piuttosto che sul dispendio inutile di risorse per ristrutturare nuovi edifici. L'alternativa potrebbe essere anche l'uso di immobili demaniali del quartiere, ma privare l'Esquilino del suo Museo di Arte Orientale sarebbe un vero peccato soprattutto per il lavoro che svolge da anni di scambio con le scuole e di apertura al territorio.
Alla fine della partecipata assemblea molti manifestanti si sono spostati sulle scale ed è stata organizzata una colorata performance di danze indiane.