Nobel per la pace a Malala e Satyarthi per la difesa dei diritti dei minori

16/10/2014 di Redazione
Nobel per la pace a Malala e Satyarthi per la difesa dei diritti dei minori

Quest'anno il premio Nobel per la pace è stato assegnato a Kailash Satyarthi, attivista indiano per i diritti dei bambini, e a Malala Yousafzay, pachistana che due anni fa fu vittima dei talebani, ferita gravemente per la sua partecipazione a favore della lotta per l'istruzione femminile. Ad annunciare i nomi dei vincitori congiunti è stato il Presidente del comitato per il Nobel, Thorbjoern Jagland. Quest'anno quindi il riconoscimento è dedicato a due personalità impegnate nella tutela dei minori, Jagland ha dichiarato che il sessantenne Sathyarthi e la giovanissima diciassettenne Malala sono stati premiati per "la loro battaglia contro la repressione dei più piccoli e dei giovani, entrambi si sono battuti per il diritto all'educazione di cui dovrebbero godere tutti i bambini".
Malala è in effetti poco più di una bambina, e in assoluto la persona più giovane ad aver ricevuto il Nobel per la pace. Quando venne ferita aveva appena 14 anni, stava uscendo dalla sua scuola in Pakistan e venne puntata e freddata con tre spari da due uomini talebani che volevano ucciderla per il ruolo che stava avendo nella difesa dei minori. Nel 2009 infatti Malala aveva avuto un grande successo col il suo diario il lingua urdu nel quale raccontava le atrocità commesse nella valle di Swat dai talebani. Il comunicato che accompagna il premio recita con forza che i bambini devono poter andare a scuola e non essere sfruttati per denaro. Nei paesi più poveri del mondo il 60% della popolazione ha meno di 25 anni e quello dell'istruzione è un prerequisito fondamentale per garantire lo sviluppo pacifico degli esseri umani nel mondo. Nelle aree devastate dalla guerra gli abusi sui minori conducono alla degenerazione di una spirale violenta, generazione dopo generazione. Malala quindi personifica l'esempio della resistenza: bambini e giovani che si impegnano per cambiare la situazione dei loro coetanei, anche rischiando la vita.
La seconda scelta del premio, Satyarthi, è quella di un uomo che segue le orme di Mahatma Gandhi: dagli anni novanta si batté contro lo sfruttamento del  lavoro minorile e la sua azione ha concesso la liberazione dalla schiavitù di oltre 80.000 minori, consentendone la reintegrazione sociale. Con grande coraggio continua la tradizione di Ghandi, capeggiando numerose forme di protesta e dimostrazioni pacifiche per informare e sensibilizzare il mondo al tema dello sfruttamento minorile. Ha inoltre contribuito con grande impegno allo sviluppo di importanti convenzioni per i diritti infantili, e ha accolto con molta gioia questo riconoscimento, dichiarandosi immensamente lieto e felice che la lotta che da anni conduce venga notata e valorizzata.
I possibili candidati al premio nei giorni scorsi erano stati individuati in Papa Francesco ed Edward Snowden, la talpa della National Security Agency Statunitense che sta rivelando gli scandali dei programmi di sorveglianza del governo Usa; il Comitato per i Nobel dichiara di aver ricevuto 278 candidature per il titolo. Geir Lundestad, il segretario del Comitato, ha rivelato che quest'anno la scelta è stata particolarmente complessa e che per la decisione si sono svolti sette incontri anziché i soliti cinque o sei. Molte anche le associazioni candidate, tra cui "People of Lampedusa" per il buon esempio dell'accoglienza dei migranti e Medici senza frontiere.