Renzi propone lo Ius soli temperato

23/10/2014 di Redazione
Renzi propone lo Ius soli temperato

Renzi apre allo ius soli, termine con il quale si indica l'acquisizione della cittadinanza di un dato Paese come conseguenza del fatto giuridico di essere nati sul suo territorio indipendentemente dalla cittadinanza dei genitori. Ma a una condizione: che sia "temperato". L'acquisizione della cittadinanza sarà infatti subordinata al compimento di almeno un ciclo scolastico.
Un cambiamento rispetto al precedente stato di diritto, sancito dallo ius sanguinis, secondo il quale la cittadinanza viene trasmessa in maniera ereditaria. Ciononostante, si tratta davvero di un passo radicale nei diritti concessi ai cittadini stranieri? Sembrerebbe di sì, a prima vista: i ragazzi nati e/o cresciuti in Italia avranno il diritto, al completamento della scuola dell'obbligo (che il nostro Paese prevede fino ai 16 anni), di fare richiesta di cittadinanza. La situazione attuale, però, prevede che chiunque sia nato sul suolo italiano possa fare richiesta di cittadinanza al compimento della maggiore età. Lo ius soli temperato abbasserebbe quindi, nel migliore dei casi, l'età della cittadinanza di soli due anni.
Per il premier l'approvazione di questa normativa, progetto caro ai renziani, è un "fatto di civiltà". Rimane però il dubbio che si tratti di un mero specchietto per le allodole, non cambiando di fatto la situazione di tutti quei bambini e ragazzi immigrati che si troveranno comunque a fare le scuole come stranieri. La proposta appare ancora più sconcertante se si pensa che in Parlamento giace da anni una proposta, supportata dalla campagna "L'Italia sono anch'io", che ha raccolto più di 200mila  firme, che sostiene sì uno ius soli temperato, ma condizionato solo alla residenza di uno dei genitori da più di un anno. Ora una Commissione della Camera lavorerà alla redazione di un testo unificato da portare in Aula.
L'agenda di governo prevede che il disegno di legge inizi l'iter legislativo alla Camera prima della fine dell'anno, in concomitanza con i lavori al Senato per la legge sulle unioni civili, per diventare poi legge nel 2015.