Roma: centri di accoglienza anche ai Parioli

02/10/2014 di Redazione
Roma: centri di accoglienza anche ai Parioli

Ignazio Marino sta pensando a varie opzioni per accogliere e ridistribuire i rifugiati nella Capitale, che ormai ammontano a 7.400. Gli ultimi episodi di violenza e disagio registrati in quartieri con alte percentuali di migranti, come Corcolle e Torpignattara, sono stati l'attivatore di un processo di ristrutturazione del complesso dispositivo di accoglienza romano.
Territori difficili dove il disagio dei cittadini si somma a quello degli stranieri fuggiti da situazioni drammatiche e si trovano in un limbo burocratico. A Corcolle si è innescato un ciclo di violenza che è sfociato in una rivolta xenofoba dei residenti, mentre a Torpignattara la violenza è andata oltre ed il risultato è stato l'uccisione di un pakistano, Shazhad, 28enne ucciso nella notte tra il 17 e il 18 settembre da un 17enne romano che lo ha picchiato a morte.
"In questo momento a Roma abbiamo in totale oltre 7.400 tra rifugiati e richiedenti asilo. Di queste circa 500 persone sono nel Municipio di Corcolle. Non possiamo pretendere che il disagio sia concentrato in alcuni quartieri della nostra città. Ed è per questo che ho chiesto che venga ridisegnato il piano di accoglienza e di distribuzione. Ci sono quartieri che non ospitano nessuno e ritengo che la distribuzione debba avvenire in maniera equa e, quindi, anche in quelle zone che non ne hanno. Penso ad esempio ai Parioli" ha detto il primo cittadino.L'obiettivo finale dovrebbe essere quello di ridisegnare il piano nazionale di accoglienza, che già presentava delle falle e che è stato ulteriormente provato dall'arrivo di 134.000 persone solo nel 2014. "L'immigrazione che pesa sul nostro paese è drammatica - ha proseguito Marino - dalle tabelle del ministero dell'Interno risulta che quest'anno sono arrivate in Italia 134.000 persone e si prevede che ne arriveranno a fine anno oltre 150.000. Serve un intervento a livello nazionale. Credo che le mie parole siano state ascoltate con attenzione dal ministro degli Interni e dal prefetto di Roma: con loro va ridisegnato il piano di accoglienza e di distribuzione dei rifugiati".Alla fine, la cosa più importante è che questi temi vengano trattati con serietà e sistematicità. Marino ha già presentato svariate proposte su questo tema, compresa quella trattata in questo numero di Inform@ttiva riguardante l'affido familiare. È necessario che queste non rimangano parole dette in un momento di emergenza, ma che si sviluppi un piano complessivo di riqualifica del dispositivo di accoglienza nazionale.