Roma: studenti senza libri di testo all'avvio delle scuole

02/10/2014 di Redazione
Roma: studenti senza libri di testo all'avvio delle scuole

Per il nuovo anno scolastico all'insegna della rivoluzione tecnologica è stato disposto un nuovo metodo di acquisto dei libri di testo basato sulla distribuzione di "buoni-scuola" alle famiglie indigenti. Per usufruire dei libri o del buono erogato dal Comune oltre ai titoli dei volumi e la certificazione Isee è necessario esibire codici e pin che colleghino nel sistema telematico il profilo dell'utente-studente alla classe nell'istituto frequentato, senza tali credenziali è pressoché impossibile ottenere i libri necessari. In questi giorni il sistema telematico, non perfezionato, è collassato di fronte alle troppe richieste e per molti alunni iscritti alle scuole primarie la scuola è iniziata senza i libri nello zaino. Le famiglie che ricevono la cedola dalla scuola devono presentarsi in libreria con il codice alla mano, ma nella maggior parte dei casi alle librerie non risulta associato alcun utente al codice. Per ottenere i famosi "buoni-scuola" le famiglie devono dimostrare di avere un Isee inferiore ai 10.633,00 euro, ricevere un pin dal sito del Comune di Roma e registrarsi presso i punti vendita. Il valore complessivo dei buoni ammonta a 119,41 euro per i testi fino al secondo anno delle superiori, mentre per il triennio la cifra scende a 93,71 euro. Le domande per i buoni, da bando, scadrebbero il 15 ottobre ma i seri problemi riscontrati nella nuova gestione di distribuzione dei testi stanno compromettendo l'efficacia del sistema telematico e forse nei prossimi giorni si penserà a una soluzione alternativa per garantire il possesso dei libri di testo. Sono state avanzate proposte di posticipare la scadenza. Alcune famiglie registrate dal 10 settembre sono ancora in attesa di ricevere il famoso pin.  Un altro nodo critico del sistema scolastico romano di questi giorni riguarda le liste di attesa per gli asili nido pubblici: quest'anno le strutture complessive sono 430 e i bambini iscritti in attesa sono quasi 22mila, di questi il 9% stranieri. Tali liste di attesa, lunghe e complesse, non sono state  smaltite entro il mese di settembre con la conseguenza che molte famiglie si vedranno costrette a trovare metodi alternativi: chi non ha la possibilità economica di rivolgersi ad asili privati dovrà cercare tate e babysitter, anche in questo caso con un notevole peso sul bilancio economico familiare.