VI Edizione del Premio di laurea Dino Frisullo: “L’audizione in Commissione nella procedura di riconoscimento della protezione internazionale: punti problematici e proposte di riforma”

16/10/2014 di Redazione
VI Edizione del Premio di laurea Dino Frisullo: “L’audizione in Commissione nella procedura di riconoscimento della protezione internazionale: punti problematici e proposte di riforma”

La giornata di studio organizzata dall'associazione SenzaConfine ha visto la partecipazione di una nutrita delegazione kurda, che nel corso del dibattito ha voluto manifestare la propria preoccupazione e solidarietà per i compatrioti che in queste settimane stanno affrontando un durissimo attacco da parte delle bande armate dello Stato Islamico (IS). Ospite d'eccezione è stata Sinem Mohamed, rappresentante dell'amministrazione dei tre cantoni del Rojava (Kurdistan siriano, che da due anni si autoamministra); ella ha espresso la gioia di poter commemorare Dino Frisullo, che non ha potuto mai incontrare di persona ma di cui ha spesso sentito ricordare il nome, conosciuto da tutti i kurdi come simbolo di fratellanza, lotta comune, difesa dei diritti umani e della libertà di tutti i popoli. Si è detta sicura che in questo momento di grave emergenza umanitaria, Dino avrebbe alzato la sua voce in difesa del popolo kurdo, che in questi giorni lotta per la propria sopravvivenza nella città di Kobanê che attualmente è attaccata su più fronti dai miliziani jihadisti; assediati dalle soverchianti forze dell'Isis, abbandonati dalla comunità internazionale, uomini e donne del popolo kurdo combattono in questi giorni per non soccombere alla brutalità ed evitare il massacro. La Mohamed ha spiegato il suo impegno, viaggiare in Europa denunciando ciò che sta succedendo e chiedendo alle istituzioni e alle organizzazioni umanitarie di mobilitarsi; ha chiesto in particolare alle organizzazioni di donne e ad ognuno di noi singolarmente di fare il possibile per appoggiare le combattenti e i combattenti che lottano ogni giorno per difendersi dalla violenza di bombardamenti, rapimenti, stupri ed uccisioni.
Gianluca Peciola, consigliere comunale e Annamaria Rivera, antropologa: Il consigliere e la studiosa hanno aperto la serie di interventi della giornata con un ricordo personale di Dino Frisullo. Entrambi suoi amici quando era in vita, hanno voluto richiamare il suo coraggio e la sua determinazione nella lotta per l'affermazione delle libertà e dei diritti, soprattutto in questo momento storico così difficile e doloroso, in particolare per alcuni popoli. La dottoressa Rivera ha poi commentato i risultati di questa VI edizione del premio intitolato a Dino Frisullo, sottolineando un aspetto secondo lei importante: una netta prevalenza delle tesi scritte da studentesse, nell'ottica di una più generale "femminilizzazione" del settore sociale. Quella che potrebbe sembrare una innocua tendenza, secondo l'antropologa, è invece preoccupante laddove si accompagna ad una generale svalutazione delle professioni afferenti a questo settore, che proprio per questo rimarrebbero prevalentemente appannaggio delle lavoratrici, col rischio però che il loro impegno e il loro valore non ricevano il giusto riconoscimento e gratificazione.
Helena Behr, UNHCR: La dottoressa Behr ha tracciato brevemente l'evoluzione del colloquio personale come momento centrale della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale, partendo dagli anni '90 fino ai giorni nostri. In questi due decenni, infatti, il numero delle richieste di asilo presentate in Italia è andato sempre crescendo, passando dalle poche migliaia dei primi anni '90 fino alle circa 50.000 già registrate nel corso del 2014. La procedura di esame delle istanze si è evoluta di conseguenza ed uno dei principali cambiamenti è stato il passaggio dall'avere un'unica Commissione centrale per il riconoscimento dello status di rifugiato con sede a Roma, competente ad esaminare le domande presentate su tutto il territorio italiano e nella quale l'UNHCR aveva solo una funzione consultiva, all'istituzione - nel 2002 - di dieci Commissioni Territoriali dislocate in tutta Italia, nelle quali il rappresentante dell'Alto Commissariato ha un ruolo equiparato a quello degli altri tre componenti, tanto nella fase dell'audizione dei richiedenti asilo quanto nella fase decisionale nel merito delle domande.
L'apporto dell'UNHCR si è concretizzato in questi anni anche nella redazione di linee guida proprio sulla conduzione del colloquio personale, il momento cruciale in cui il richiedente asilo deve raccontare la sua storia e presentare alla Commissione le sue esigenze di protezione; la dottoressa Behr ha sottolineato come, negli anni, il metodo con cui svolgere i colloqui si è progressivamente evoluto, da un'intervista piuttosto rigida e spesso troppo breve ad un dialogo approfondito, in cui l'interessato ha (o dovrebbe avere!) la possibilità di raccontarsi apertamente.
Concludendo il suo intervento, Helena Behr ha infine voluto sottolineare quali rimangono - per l'UNHCR - i due punti fondamentali da tenere presenti in caso di interventi per migliorare l'attuale procedura: mantenere una dislocazione decentrata degli organi decisionali (le CT) e il principio della collegialità della decisione, alla quale contribuiscono i voti di tutti e quattro i componenti della Commissione.
Prefetto Angelo Trovato, Presidente della Commissione nazionale per il diritto di asilo: Il prefetto ha concentrato il suo intervento sull'attività della Commissione Nazionale e sulle conseguenze del già richiamato incremento delle domande di asilo, giunte quest'anno già a 50.000. Per far fronte a questa situazione ed evitare che i tempi della procedura si prolunghino  in maniera eccessiva è necessario incrementare le forze in campo; attualmente, tra Commissioni e loro Sezioni sono attive circa 20 unità sul territorio nazionale e quotidianamente riescono ad udire 10 richiedenti: pertanto ogni giorno si svolgono circa 200 colloqui personali; entro la fine dell'anno si vorrebbero raddoppiare questi numeri, reclutando e formando nuovi commissari. Proprio per quanto riguarda la formazione dei componenti delle CT, il prefetto Trovato ha sottolineato come da diversi mesi siano ripresi gli incontri di formazione organizzati - come previsto dalla normativa - dalla Commissione Nazionale, precedentemente sospesi per mancanza di risorse economiche.
Gianfranco Schiavone, Consiglio direttivo ASGI: Il professor Schiavone ha iniziato il suo intervento spiegando la scelta delle due tesi premiate: "Il colloquio personale nel procedimento per il riconoscimento della protezione internazionale degli stranieri" di Elisa Filippetti e "L'asilo in questione. Credibilità e sospetto nella valutazione delle richieste di protezione internazionale" di Cristina Uboldi rappresentano due lavori originali e approfonditi e affrontano il tema dell'audizione del richiedente asilo in maniera complementare, uno da un punto di vista giuridico e procedurale, l'altro privilegiando gli aspetti sociologici e antropologici.
Il professore si è poi brevemente soffermato sulla normativa europea e nazionale che regola il riconoscimento della protezione internazionale e ha voluto sottolineare che, nonostante i passi avanti fatti negli ultimi anni, lo standard di diritti garantiti ai richiedenti asilo è ancora da migliorare. Per quanto riguarda il tema specifico del colloquio personale, egli ha fatto presente come una grave lacuna nella procedura italiana sia la mancanza di una previsione normativa che specifichi delle qualifiche per i membri delle Commissioni Territoriali, attualmente nominati sulla base di una presunta conoscenza della materia di asilo o di una precedente esperienza sul campo; ciò, secondo l'opinione di ASGI, non è sufficiente a garantirne un'effettiva competenza ed imparzialità nel delicato compito di valutare le domande di protezione internazionale.
A seguito degli interventi sono state chiamate sul palco le due vincitrici ex equo del premio, Elisa Filippetti e Cristina Uboldi, nonché Bianca Benvenuti, la terza studentessa premiata con una menzione per la sua tesi sul nazionalismo Kurdo. Le tre ragazze sono state chiamate ad aggiungere un proprio commento agli argomenti discussi: Elisa Filippetti si è soffermata sul ruolo delle associazioni del terzo settore, ampiamente rappresentate dai convenuti alla manifestazione, nell'individuazione e nella presa in carico delle vulnerabilità dei richiedenti asilo nel lungo percorso verso il riconoscimento della protezione internazionale; Cristina Uboldi ha sintetizzato le conclusioni della sua tesi, descrivendo il concetto da lei stessa elaborato della "spirale della sfiducia", ovvero un circolo vizioso di pregiudizi negativi reciproci di cui sia i richiedenti asilo e che i componenti delle Commissioni Territoriali sono vittima  nel processo di valutazione delle domande; Bianca Benvenuti - che si occupata della questione kurda già da tempo - ha espresso la sua solidarietà alla lotta del popolo kurdo e la sua speranza che lo spazio concesso alla loro vicenda sui mass media in questi giorni non si esaurisca troppo in fretta, lasciando il loro destino compiersi nell'indifferenza della comunità internazionale. La giornata si è conclusa con l'intervento del moderatoreGiulio Russo, che ha ringraziato Alessia Montuori per l'organizzazione della giornata e ha salutato i presenti con l'augurio che tutti gli attori - istituzionali e non - chiamati ad agire nel complesso contesto socio-politico e umanitario descritto siano capaci di far fronte alle sfide che senza dubbio ci attendono nei prossimi mesi.