Annullata la sentenza Eternit

20/11/2014 di Redazione
Annullata la sentenza Eternit

La Suprema Corte ha annullato per prescrizione la sentenza che condannava Stephan Schmidheny a 18 anni di reclusione. Schmidheny era stato condannato per l'inquinamento da amianto che causò un'epidemia di tumori ai polmoni nella popolazione di Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera e Bagnoli, con un bilancio di oltre tremila morti. Ora la Suprema Corte ha accolto le richieste del procuratore generale Francesco Iacoviello, cancellando anche tutti i risarcimenti alle vittime. Ora il miliardario svizzero resterà impunito e non andrà in carcere "per intervenuta prescrizione", assolvendolo di uno dei maggiori reati ambientali che ha flagellato il nostro Paese.
Le reazioni alla sentenza sono andate dall'incredulità alla rabbia. Sconvolte le famiglie delle vittime, così come i rappresentanti delle istituzioni che si sono occupate delle morti per amianto e che erano in aula. Tantissimi i familiari presenti a Roma, figli e nipoti di operai o semplici cittadini che sono morti di mesotelioma pleurico, il tumore provocato dall'inalazione di polveri d'amianto nei quattro stabilimenti italiani della multinazionale elvetico-belga. 
Pronto alla battaglia il Pm Raffaele Guariniello: "Non bisogna demordere. Non è una assoluzione. Il reato c'è. E adesso possiamo aprire il capitolo degli omicidi. La Cassazione non si è pronunciata per l'assoluzione. Il reato evidentemente è stato commesso, ed è stato commesso con dolo. Abbiamo quindi spazio per proseguire il nostro procedimento, che abbiamo aperto mesi fa, in cui ipotizziamo l'omicidio". "Questo non è il momento della delusione, ma della ripresa. Noi non demordiamo".
La sentenza ha decretato che l'Inail e l'Inps pagassero le spese processuali, la cui cifra non è nota. I due enti avevano fatto ricorso poiché non erano stati ammessi come parte civile dalla Corte di Appello di Torino. "All'Inail i costi per le sole prestazioni mediche ai lavoratori colpiti dalle patologie provocate dall'amianto sono costate 280 milioni di euro che non si recupereranno più perché il verdetto della Cassazione ha demolito in radice questo processo", ha commentato l'avvocato generale dell'Inail, Giuseppe Vella.  Costretto a pagare le spese legali anche il familiare di una delle vittime che era stato escluso dal diritto degli indennizzi.
Il fatto che una vicenda come questa dell'Eternit sia caduta in prescrizione è gravissimo, e richiede necessariamente una rivalutazione della prescrizione a livello legislativo. Come ha affermato Renzi, o la vicenda dell'amianto "non è un reato o se è un reato ma prescritto, vuol dire che bisogna cambiare le regole del gioco sulla prescrizione".