Bonus bebè solo per i migranti con carta di soggiorno

13/11/2014 di Redazione
Bonus bebè solo per i migranti con carta di soggiorno

La nuova legge di stabilità prevede per ogni famiglia un bonus di 80 euro al mese per i primi tre anni di vita del nascituro, ma tra i requisiti previsti dalla legge  figura il possesso di un permesso di soggiorno per lungosoggiornanti, la cosiddetta "carta di soggiorno".
Tale prerequisito a detta dell'Asgi (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) risulta "illegittimo e fortemente discriminatorio", e in una lettera inviata al Governo e ai parlamentari gli avvocati dell'associazione chiedono che venga rimosso, prevedendo così che a usufruire del bonus possano essere tutti i migranti provvisti di un permesso di soggiorno valido per il lavoro.
Nella lettera l'Asgi ricorda che tutti gli individui titolari di un permesso di soggiorno che consenta di lavorare dovrebbero beneficiare dello stesso trattamento riservato ai cittadini dello Stato membro che li ospita, come sancito dall'art. 12 della Direttiva 2011/98/UE del Parlamento e del Consiglio europeo. Inoltre secondo quando stabilisce il Regolamento CEE 833/2004 circa le prestazioni di sicurezza sociale, l'articolo 3 indica chiaramente che i migranti possano godere delle stesse "prestazioni familiari" e "prestazioni di maternità", quindi naturalmente anche del bonus bebè.
La parità di trattamento prevista nell'ambito delle prestazioni sociali è chiarissima in quanto sancisce l'assoluta uguaglianza tra cittadini dello Stato membro e cittadini comunitari appartenenti a Stati terzi rientranti nelle categorie sopra definite, pertanto l'Asgi nella lettera ha incluso un formale avvertimento al Governo: "Una norma nazionale che escludesse da un trattamento di maternità o di famiglia gli stranieri titolari di tali permessi risulterebbe in contrasto con le citate direttive. Ne seguirebbe inevitabilmente un vasto contenzioso (del tutto analogo a quello - promosso anche dalla nostra associazione - che ha riguardato negli ultimi anni l'assegno famiglie numerose ex art. 65 L. 488/98 e che ha visto sempre soccombente la pubblica amministrazione) con inevitabile lievitazione di costi, lesione del principio di certezza del diritto e prevedibili procedimenti di infrazione da parte della Commissione".
L'associazione ha quindi sollecitato il Governo a presentare un'apposita proposta di emendamento all'art. 13 comma 1, con lo scopo che il beneficio del bonus venga riconosciuto non solo ai lungosoggiornanti ma a tutti gli stranieri residenti in Italia provvisti del cosiddetto "permesso unico lavoro".