Caritas e Migrantes: pubblicato il rapporto sulla protezione internazionale

20/11/2014 di Redazione
Caritas e Migrantes: pubblicato il rapporto sulla protezione internazionale

La scorsa settimana è stato presentato a Roma il"Rapporto sulla protezione internazionale" realizzato dalla stretta collaborazione di vari enti: Caritas, Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani), Cittalia, Fondazione Migrantes, Servizio Centrale dello SPRAR e UNHCR. Il primo dato ad emergere è quello del vertiginoso aumento delle domande di asilo rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: nei primi sei mesi del 2014 le richieste presentate sono state infatti circa 25mila, il doppio del totale del 2013. Lo studio fotografa la situazione attuale dei flussi migratori, cogliendo il nesso imprescindibile tra le crescenti migrazioni e le situazioni sempre più diffuse di crisi sociale, istituzionale ed economica dei paesi di partenza. Gli ultimi anni, dal dicembre 2010 in poi, quindi dalla primavera araba fino all'inasprirsi delle tensioni mediorientali, hanno rappresentato una causa importante dell'esodo di numerosissimi migranti: Iraq, Libano, Afghanistan e Siria sono i paesi sempre più coinvolti nel fenomeno migratorio. Il rapporto osserva inoltre l'incremento degli sbarchi sulle coste italiane: il numero di traversate (giunte a buon fine, quindi le sole conosciute) nei primi sei mesi del 2014, quindi da gennaio a luglio, è di 400: solo nel nostro paese le "carrette" del mare hanno portato 65.456 persone, e nello stesso momento del 2013 i migranti arrivati dal mediterraneo erano appena un decimo, 7.916 persone.  Le provenienze più frequenti dei migranti sono principalmente quella africana e la mediorientale, ma con un focus più preciso il rapporto rivela che tra i mediorientali il 30% è eritreo, a seguire siriano e poi malese. Nel 2013 le percentuali non erano molto diverse: il 26,3% del totale era costituito da migranti siriani, il 23% erano eritrei e il 7% somali. Per trovare una differenza significativa bisogna risalire al 2012, quando la prima nazionalità tra i migranti in arrivo era quella tunisina (il 17% del totale). L'incremento negli ultimi anni degli arrivi siriani è chiaramente da rintracciare nell'inizio della guerra civile anti Assad e poi del sorgere dell'Is. Il Rapporto sulla protezione internazionale si concentra anche sull'accoglienza dei migranti nell'ultimo anno, tracciando un profilo della disponibilità di posti nelle strutture governative: nei primi sei mesi del 2014 le persone accolte e assistite nei centri sono state 10.331, acui vanno a sommarsi i 28.500 migranti accolti nei Centri di accoglienza straordinaria. Nel primo semestre del 2014 si è inoltre registrato un incremento dei posti disponibili nello SPRAR, il Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati, che nel triennio 2014-2016 finanzierà 456 progetti per arrivare ad un totale di 13.020 posti di accoglienza a cui vanno aggiunti i 6.490 già attivi. I comuni attualmente coinvolti nel sistema SPRAR sono 375, acui si devono aggiungere 30 province e 10 unioni di comuni. Le regioni più attive nell'accoglienza sono state la Sicilia (che ha accolto il 21,4% del totale dei migranti) e subito dopo il Lazio(ha accolto il 20,8%), e a fronte dei problemi di gestione in cui è incorso il paese nell'ultimo anno il rapporto consegna infine alcune raccomandazioni, tra cui la necessità di revisionare il Regolamento di Dublino ed elaborare un sistema in grado di superare l'annosa dicotomia tra la prima e la seconda accoglienza, con un'attenzione particolare nei riguardi dei numerosi minori che raggiungono il nostro Paese.
Qui il rapporto completo.