Cie: in vigore le nuove regole sui limiti della detenzione

27/11/2014 di Redazione
Cie: in vigore le nuove regole sui limiti della detenzione

Era stata approvata alla fine di ottobre la nuova legge europea 2013-bis (L. 161/2014) il cui articolo 3 prevedeva una riduzione a 90 giorni del tempo di permanenza nei Cie durante l'attesa dell'identificazione dei migranti, e dal 25 novembre 2014 è finalmente in vigore.
La legge prevede quindi una drastica riduzione: dai diciotto mesi di permanenza medi finora si scende a tre mesi; la parola definitiva spetta sempre al giudice che è tenuto a convalidare o a prorogare la permanenza del singolo straniero all'interno dei Cie ma in ogni caso non può superare i novanta giorni, recita la legge. Alla scadenza dei tre mesi, se il migrante non è stato identificato e rimpatriato la sua sorte sarà indipendente dal Centro e tornerà libero.
La nuova legge interviene anche su un altro aspetto importante: il passaggio di ex detenuti stranieri che già hanno scontato la loro pena in carcere e che ora sono in attesa che vengano completate le procedure per il rimpatrio. Da adesso "lo straniero che sia già stato trattenuto presso le strutture carcerarie per un periodo pari a novanta giorni può essere trattenuto presso il centro per un periodo massimo di trenta giorni", quindi un altro taglio ai lunghissimi tempi di permanenza nei Centri di Identificazione ed Espulsione.
Da tempo le organizzazioni umanitarie chiedevano un intervento simile, specie da quando nel 2011 i tempi si sono dilatati alla mostruosa media di 18 mesi e anche a fronte di tale aumento l'efficacia delle espulsioni non ha registrato risultati significativi, non aumentando. I rimpatriati effettivi infatti sono rimasti sempre meno del 50% dei trattenuti, ma negli scorsi mesi la tensione all'interno dei Centri è salita e le condizioni di permanenza si erano fatte sempre più insostenibili.
La nuova legge rappresenta un primo passo verso l'abolizione strutturale dei Cie, di certo costituisce una vittoria delle organizzazioni che hanno a lungo denunciato l'ingiustizia delle lunghe detenzioni.