India: donne vittime della campagna di sterilizzazione

13/11/2014 di Redazione
India: donne vittime della campagna di sterilizzazione

Il governo indiano ha avviato da tempo una crudele campagna nazionale di sterilizzazione gratuita come parte del piano di controllo sulla forte espansione demografica del paese. Sono chiamati campi di sterilizzazione e ci sono ospedali da campo allestiti in tutto il territorio indiano. Qui viene praticata la chiusura delle tube laparoscopica, un metodo contraccettivo chirurgico che, se praticato secondo le direttive di sicurezza, non avrebbe rischi. In India, però, le strutture ospedaliere non sono adeguate al numero di pazienti e spesso non rispettano i criteri di sicurezza di base per tutelare la salute delle pazienti operate. Il ministero della Salute ha reso noto due anni fa, in Parlamento, che il governo ha dovuto pagare tra il 2009 e il 2012 un risarcimento ai parenti di 568 donne morte a seguito della sterilizzazione. Negli ultimi due anni sono state praticate oltre quattro milioni di sterilizzazioni. E gli abitanti continuano a crescere,  l'India rischia di diventare la nazione più popolosa al mondo, con un totale di 1,5 miliardi di abitanti.
Sabato scorso oltre 80 donne si sono sottoposte all'operazione all'ospedale da campo Nemi Chand, nello stato di Chhattisgarh, e di queste almeno 60 si sono ammalate. RK Bhange, l'ufficiale capo medico di Bilaspur, ha detto al quotidiano  Indian Express che le operazioni di Chhattisgarh sono state effettuate da un solo medico con l'aiuto di un assistente e sono durate circa cinque ore.  Le donne hanno accusato pressione bassa, vomito e altri disturbi che hanno cominciato a manifestarsi nel lunedì successivo all'intervento. Le vittime, invece sono state 11. Un bilancio drammatico che ha portato alla sospensione di quattro medici e all'avvio di un'indagine da parte della polizia.
Il governo ha annunciato che le famiglie delle donne morte riceveranno un indennizzo di 200mila rupie per le donne decedute (circa 2.600 euro) e 50mila rupie (circa 650 euro) per le donne ricoverate in ospedale.
La campagna di sterilizzazione prevede che siano solo le donne a sottoporsi alle operazioni, poiché non viene accettato culturalmente che gli uomini si sottopongano a procedure simili. Le donne che si sottopongono agli interventi ricevono, come compenso, 1.400 rupie (che corrispondono a poco meno di 18 euro). Il Governo fa leva sulla povertà dilagante nel Paese, per costringere le donne ad accettare questo compresso, soldi per rinunciare a diventare madri e per bloccare il tasso di natalità elevato. Il Governo impone di raggiungere alte quote di donne sterilizzate dando degli incentivi ai medici che riescono a raggiungere  un numero che superi la media degli interventi e così tutti i medici si cimentano in questa pratica. Spesso questi sono impreparati  e spesso mancano anche i requisiti minimi  in termini di sicurezza e igiene e le  procedure sono spesso affrettate. I farmaci sono carenti, e la corruzione è diffusa.
Così a rimetterci sono le donne, rinunciando al proprio diritto ad essere madri e vittime dei propri sacrifici.