Italia: emergenza maltempo

06/11/2014 di Redazione
Italia: emergenza maltempo

In questi giorni un ciclone proveniente da sud, che ha preso forma nel deserto algerino e che ha attraversato il Mediterraneo, sta colpendo duramente la nostra penisola. La situazione peggiore  si registra al centro/nord, con piogge torrenziali in Lombardia (picchi di oltre 330mm in provincia di Bergamo e di oltre 250mm tra le province di Varese e Como), in Piemonte (picchi di oltre 280mm nel cuneese e nell'alessandrino, di oltre 250mm nel verbano e nel biellese), in Liguria (picchi di oltre 300mm tra le province di Genova, Savona e Imperia), in Toscana (picchi vicini ai 300mm in provincia di Carrara). Come ampiamente previsto, il maltempo sta interessando in modo particolarmente intenso anche le zone joniche del Sud, in Sicilia (picchi di oltre 150mm tra catanese e messinese) e in Calabria (picchi di oltre 120mm nel reggino). In Liguria, non ancora ripresasi dal maltempo delle ultime settimane che ha messo in ginocchio il capoluogo, le condizioni meteorologiche non si sono ancora stabilizzate.La Protezione Civileha prolungato l'allerta 1 su Genova, nel Ponente ligure, nelle Valli Bormida e Stura, nelle Valli dell'Aveto e nell'entroterra savonese fino alle 15 di oggi 6 novembre, mentre rimane l'allerta 2 (il massimo livello) in tutto il Levante ligure fino alla Spezia. In Sicilia una tromba d'aria si è abbattuta ieri 5 novembre a Catania e lungo la costa orientale dell'isola, provocando danni ad edifici e automobili, e le previsioni per i prossimi giorni non sono rincuoranti: rovesci di forte intensità, raffiche di vento e burrasca. In Toscana, invece, la perturbazione ha provocato danni ingenti soprattutto nella zona di Carrara, dove migliaia di persone sono sfollate per l'esondazione del fiume Carrione, provocata dalle forti piogge che hanno fatto cedere un argine. A Carrara sono caduti oltre180 millimetridi pioggia in sole tre ore, e i vigili del fuoco sono dovuti intervenire con elicotteri e gommoni per mettere in salvo gli alluvionati. Ora l'acqua ha invaso anche il centro storico della città, dove oltre 40 volontari sono al lavoro. In Emilia Romagna è stata attivata la fase di preallarme per i Comuni di Parma, Fontanellato, Fontevivo, Noceto, Roccabianca, S. Secondo Parmense, Sissa Trecasali. È stato rilevato infatti un ingrossamento consistente dei fiumi Taro e Enza dovuto alle forti piogge. In Veneto acqua alta a Venezia: il picco di115 cmè stato toccato alle 9.30 di ieri 5 novembre, quando è andato sott'acqua il 15% delle calli e dei campi nel centro storico lagunare. Anche per i giorni successivi sono previste precipitazioni ingenti. A Roma, infine, temporali e vento forte hanno provocato la caduta di rami e alberi pericolanti, oltre a diversi allagamenti che hanno richiesto circa 50 interventi dei vigili del fuoco. Oggi 6 novembre a Romala Protezione Civileha fatto scattare il "codice rosso", soprattutto per le zone sud, sud-ovest e nord, a maggiore rischio di dissesto idrogeologico. In mattinata erano già decine le strade interessate dagli allagamenti: via Prenestina, viale della Primavera, via di Vigna Murata, via Gordiani, via della Stazione Tiburtina, via Cilicia, via di Torpignattara, via della Maglianella, Porta Metronia e piazzale Ostiense. Chiuse anche alcune strade in zona Ponte Milvio e Prima Porta, a forte rischio allagamento. Il traffico è rallentato in molti tratti. Nelle prime ore del mattino l'Atac ha deciso di chiudere le stazioni della metro A Giulio Agricola, Porta Furba, Lucio Sestio e Colli Albani, dove i treni transitano senza fermarsi. Attivo un servizio navetta di supporto tra Colli Albani e Subaugusta.  Sotto ordine del prefetto della Capitale Giuseppe Pecoraro sono rimaste chiuse tutte le scuole di Roma e provincia, dagli asili agli atenei universitari.La Protezione Civileha allertato tutte le proprie strutture operative e ha allertato 50 associazioni del settore. Una task force di circa 800 persone è già al lavoro, con presidi territoriali nelle zone più a rischio allagamenti. Sono anche attive circa 70 idrovore con la capacità di aspirare da 5mila a 7mila litri al minuto, ha dichiarato l'assessore all'Ambiente Estella Marino.  Fondamentale il contributo dei volontari: sono state attivate circa 300 organizzazioni di volontariato con un totale di 1.200 volontari attivi per azioni di monitoraggio, supporto e assistenza alla popolazioni. In una nota diffusa dalla Regione Lazio si legge: "Su Roma e provincia sono circa 160 le organizzazioni di volontariato e circa 640 le donne e gli uomini operativi nella Capitale e nelle aree limitrofe. A Frosinone sono circa 50 le organizzazioni e circa 200 i volontari intenti a vigilare sull'emergenza generata dal maltempo in queste ore. A Latina in tutto sono 35 le organizzazioni chiamate a raccolta che possono contare su circa 140 volontari. A Rieti 15 le organizzazioni per circa 160 volontari. A Viterbo 15 le associazioni pronte ad operare sul territorio del Comune laziale e circa 60 i volontari a disposizione".