Le potenzialità del riuso: 800mila posti di lavoro

27/11/2014 di Redazione
Le potenzialità del riuso: 800mila posti di lavoro

Lo studio Doxa commissionato da Subito.it ha evidenziato il ruolo del settore del riciclo e riutilizzo dei rifiuti nel rilancio occupazionale in Europa. Questo settore potrebbe produrre 800mila posti di lavoro, che equivalgono ad un sesto della disoccupazione giovanile nel Vecchio continente. Inoltre, tale ambito, in rapida espansione, produce un volume di affari pari a "18 miliardi di euro, la metà dei quali generati da internet". Un settore, quindi, non solo positivo per quanto riguarda la sostenibilità ambientale, ma anche estremamente stimolante per l'economia nazionale ed europea.
Il vicepresidente di Legambiente Stefano Ciafani mette in evidenza che "quella del riutilizzo è la terza R (Ridurre, Riutilizzare, Riciclare) dimenticata che manca ancora in Italia". L'invito è quindi ad aprire a questo nuovo settore, sia a livello normativo che operativo, allargandolo all'ambito territoriale. Il riutilizzo si definisce come qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti. Si è detto d'accordo anche il direttore di Federambiente Gianluca Cencia, affermando che uno degli obiettivi primari è quello di prevenire, e quindi "evitare che alcuni materiali finiscano nel circolo dei rifiuti".
Un'importante realtà in questo settore è costituita dall'Onu (Rete Nazionale Operatori dell'Usato). Un settore in crescita, sicuramente anche a causa della crisi, ma non si può comunque escludere una maggiore consapevolezza dei cittadini. Augusto Lacala, della Reta Onu, afferma che essa "rappresenta un vasto arcipelago composto da operatori ambulanti, delle strade, delle fiere, dei mercati storici e delle pulci, negozi in conto terzi, cooperative ed enti di solidarietà, e la stima è di oltre 80.000 le persone 'impiegate' nel settore"
Il Centro di Ricerca economica e sociale "Occhio del Riciclone", patrocinato moralmente dal Ministero dell'Ambiente, ha effettuato uno studio, dal titolo 'Rapporto nazionale sul Riutilizzo 2014: L'usato prende forma', che ha confermato l'utilità di rafforzare questo settore: "non esiste, infatti, alcun dubbio che il riutilizzo è un fenomeno estremamente importante, non solo in prospettiva ma soprattutto considerando ciò che già esiste". Lo studio ha utilizzato la metodologia di Life Cycle Assessment (Lca), in collaborazione con "Mercatino Srl": il confronto dei registri dei volumi riutilizzati ha mostrato che "i 200 punti vendita affiliati a questo network hanno riutilizzato solo nel 2013, 22.390 tonnellate di materiali, ossia mediamente 112 tonnellate annue a negozio". Il metodo utilizzato da quest'azienda ha anche permesso di restituire 38 milioni di euro agli italiani che hanno scelto di mettere in vendita i loro oggetti in disuso, senza contare che il network di Mercatino è composto da 200 negozi, mentre quelli indipendenti che si occupano di vendita conto terzi sono tra i 2 e i 3mila, e che quindi si tratta di un fenomeno di enorme impatto.