Mare Nostrum: un appello delle associazioni per non fermarlo

06/11/2014 di Redazione
Mare Nostrum: un appello delle associazioni per non fermarlo

Trenta associazioni italiane hanno chiesto con un appello di non cessare le operazioni di Mare Nostrum nel Mediterraneo. "Se l'operazione della marina italiana finirà l'unico risultato sarà l'aumento dei morti in mare", ha dichiarato Filippo Miraglia, responsabile Immigrazione dell'Arci.
L'operazione Mare Nostrum iniziò a seguito del naufragio del 3 ottobre 2013, quando nel Canale di Sicilia persero la vita 366 migranti. A fronte di questa strage il Governo italiano decise di destinare una squadra navale della Marina Militare ai soccorsi in mare, fino alle coste libiche; da quel momento l'operazione ha portato in salvo più di 100 mila persone non senza polemiche e opinioni politiche controverse.
Il governo britannico negli scorsi mesi ha spesso puntato il dito contro Mare Nostrum, ritenendo l'operazione responsabile dei massivi flussi ripercossi su tutta l'Europa: la garanzia di un salvataggio avrebbe invogliato i migranti a imbarcarsi, e con la stessa motivazione il premier inglese David Cameron si è tirato fuori dalla nuova operazione "Triton" che partirà a giorni gestita dall'Agenzia europea Frontex.
Bernardino Guarino, Direttore dei progetti del Centro Astalli, ha commentato la dichiarazione britannica ritenendola inaccettabile: Mare Nostrum è stata la prima operazione europea a non chiudere gli occhi di fronte alle tragedie umanitarie che si consumano a pochi chilometri dai confini italiani, e alla luce di questa realtà sia l'Europa che l'Italia devono scegliere da che parte si vuole stare: "Dalla parte dei movimenti populisti che cavalcano il malcontento popolare dovuto alla crisi economica e lo indirizzano contro i cosiddetti invasori o dalla parte di un'Europa che vuole essere protagonista sul fronte internazionale e dimostrare di avere un progetto civile e democratico?", ha chiesto a gran voce il segretario nazionale della Cgil Vera Lamonica.
L'operazione Mare Nostrum è costata 100 milioni di euro in un anno, mentre nel 2011 sono stati spesi 1 miliardo e 300 milioni per poter consentire l'accoglienza di 60mila persone. Oliviero Forti della Caritas, costi alla mano, insiste quindi sulla necessità di non smantellare Mare Nostrum ricordando anche l'enorme dispendio economico del governo Berlusconi durante l'emergenza delle Primavere Arabe. L'operazione che coinvolge la Marina Militare quindi con costi minori continuerebbe ad essere una soluzione efficace per fronteggiare il problema dei flussi migratori che di certo non si arresteranno da un momento all'altro.
Non che Mare Nostrum sia la panacea di tutti i mali, tengono a precisare le associazioni, in quanto non rappresenta una soluzione al grave problema delle vittime di guerra che cercano di raggiungere l'Europa in un modo sicuro.
Proprio per questo l'appello firmato dalle trenta associazioni e da alcune note personalità italiane (tra cui Camilleri, Feltrinelli e Celestini) chiede al governo italiano di farsi promotore in Europa dell'applicazione della Direttiva 55/2001 che regolamenta la protezione temporanea, avviando nello stesso tempo un programma europeo di reinsediamento dei rifugiati in arrivo.