Marocco: emergenza alluvioni, il Governo dov’è?

27/11/2014 di Redazione
Marocco: emergenza alluvioni, il Governo dov’è?

Nello scorso weekend un violento ciclone ha colpito il Marocco, devastando le zone meridionali del Paese, in particolare i centri abitati di Guelmin e Bouizakame, Agadir e Marrakesh. Il bilancio delle vittime finora è intorno alle 40 persone, ma si contano ancora numerosi dispersi e le inondazioni provocate dai violenti temporali hanno compromesso l'abitabilità di vaste zone nel sud del Paese.
Le forze dispiegate nelle operazioni di soccorso sono state enormi: il ministero degli Interni marocchino ha messo sul campo circa 130 fuoristrada e 335 gommoni, il servizio meteorologico di Rabat consiglia di mantenere l'allerta ma il peggio sembra passato per quanto riguarda le precipitazioni; ora il problema più grave è la tenuta dei ponti e delle infrastrutture.
Najib Boulif, ministro delegato ai Trasporti, ha dichiarato preoccupato che secondo i rilievi effettuati addirittura 200 ponti sui 7.500 presenti in Marocco rischiano il crollo, e molte strade e diverse infrastrutture versano in situazioni rovinose.
La responsabilità di questa condizione di precarietà strutturale sarebbe secondo Boulif ravvisabile nell'indigenza del governo, che non si è curato di sistemare la situazione urbana, soprattutto quella delle strade, abbandonate alla loro rovina da troppo tempo.
La dichiarazione ha destato pareri controversi, sia da parte dei parlamentari che nell'opinione pubblica e alcuni colleghi hanno aggiunto parole dure a quanto detto da Boulif ribadendo la piena responsabilità degli addetti alla sicurezza dei trasporti interurbani: gran parte del dramma che ha seguito le alluvioni è proprio da attribuire a loro, perché i gravi danni ambientali sono dovuti ai crolli stradali.
Martedì molti quotidiani francesi hanno riportato in prima pagina la questione, denunciando le carenze nella gestione delle esondazioni e la mancata attenzione alle infrastrutture fragili; attualmente 40.000 famiglie sono ancora senza elettricità e la stampa si interroga sull'assenza di misure di urgenza nelle 48 ore prima del disastro, quando si poteva prevedere e arginare il dramma, magari evacuando le abitazioni in prossimità dei corsi d'acqua.
Il quotidiano Libération si è fatto portavoce di Abdelwahab Belfkih, presidente del comune di Guelmin, tra le zone più colpite, che ha svelato di essersi attivato da tempo per segnalare ai dipartimenti ministeriali le condizioni precarie delle strade e degli edifici con centinaia di lettere e segnalazioni, ma le sue proteste sono rimaste inascoltate.
La risposta del ministro dell'Interno Mohamed Hassad alle accuse rivolte alla sua amministrazione non è tardata ad arrivare: secondo il parlamentare l'intero dramma è da attribuire alla responsabilità dei cittadini che non hanno saputo rispettare l'allerta meteo. Colpa anche degli autisti dei veicoli pesanti, ha continuato Hassad, che non hanno rispettato il consiglio di evitare il transito sui ponti pericolanti, aggravandoli e in alcuni casi determinandone il crollo: "ecco perché tanti morti, la responsabilità è di chi non ha capito che una strada era troppo rischiosa da percorrere".
Il partito socialista ha risposto indignato a tale accusa, ricordando le regioni maggiormente colpite dal disastro sono spesso zone isolate e non raggiunte dai mezzi moderni d'informazione, quindi i marocchini non hanno appreso dell'allerta meteo in tempi utili.
Le infrastrutture di Guelmim inoltre, continuano i socialisti, sono ridotte alla loro semplice struttura fisica, non offrono alcun supporto ai cittadini e la popolazione è lasciata in balìa delle calamità naturali, "questa non può essere una responsabilità civile, e questo è un insulto ai marocchini".
Attualmente sono attive misure di protezione per consegnare provviste alimentari ai 649 abitanti evacuati dalle proprie abitazioni nelle zone rurali situate in prossimità delle montagne, dove sono a rischio crolli e smottamenti, i ponti e le strade a rischio sono vietate al passaggio per garantire la sicurezza degli spostamenti nella regione e secondo le autorità locali non dovrebbero seguire nuove precipitazioni.