Orti urbani a Roma, una realtà in rapida espansione

20/11/2014 di Redazione
Orti urbani a Roma, una realtà in rapida espansione

Recentemente nella Capitale si sta diffondendo l'abitudine di riscoprire e cimentarsi nella cura degli orti urbani. Questa nuova tendenza nasce dall'esigenza di tornare al valore della terra e dei suoi prodotti, riscoprire anche il lavoro agricolo inteso come condivisione e riappropriazione di spazi comuni in un momento storico in cui è importante tornare a pensare ad una vita più sostenibile, ecologicamente ed economicamente. Roma è rimasta indietro rispetto alle altre grandi città europee in questo ambito, ma ultimamente si sta recuperando il tempo perduto e stanno nascendo numerosi spazi e iniziative, tra questi gli "Horti della Marcigliana", un grande progetto che potrebbe offrire ai cittadini romani 150 nuovi orti urbani da curare e coltivare. Il progetto è stato presentato lo scorso 2 ottobre da Eugenio Batelli, e gli orti saranno associati ai nuovi appartamenti nel complesso residenziale in costruzione accanto al Parco della Marcigliana. Ogni lotto di terreno sarà munito di un deposito degli attrezzi in legno, di impianti idrici, elettrici e del necessario drenaggio. Saranno donati ai nuovi abitanti del complesso e in una percentuale anche ai cittadini del terzo Municipio di Roma. Batelli ha pensato ad un progetto che potesse da una parte combattere la crisi immobiliare e dall'altra riqualificare la vita dei cittadini che potranno contare su uno spazio pubblico per stare all'area aperta, lavorare la terra e coltivare consapevolmente dei prodotti all'insegna di un'alimentazione sana e equilibrata. I prodotti che sarà possibile coltivare negli orti sono molti e diversi, dall'insalata alle carote, alle zucchine, pomodori e molto altro. Il risparmio economico non è l'unico vantaggio che comporta la scelta degli orti condivisi; partecipare alla coltivazione di un terreno può arricchire in molti altri sensi. La giunta comunale romana ha messoa punto ilregolamento sui lotti urbani, approvato di recente: i lotti di circa 60mq saranno concessi in comodato d'uso gratuito per 6 anni rinnovabili per altri 6, i cittadini potranno usufruirne e i prodotti non potranno essere venduti.  Il sindaco Marino ha parlato dell'importanza di un'iniziativa simile, vedendo nell'occasione degli orti condivisi un momento di aggregazione importante anche per il recupero del territorio. Al di là delle concessioni istituzionali, Roma negli ultimi anni si sta attivando in questo settore: basta dare uno sguardo alla mappatura online di Zappata Romana, il sito di ricerca e monitoraggio degli orti e dei giardini condivisi a Roma, per vedere come evolvono gli orti urbani. Esiste Hortus Urbis, un esempio mirabile di come i cittadini con le loro forze e i loro saperi abbiano rivalorizzato un'area inutilizzata facendola diventare un orto didattico antico romano. Oppure c'è il Parco di Tre Fontane, all'Eur, dove i cittadini hanno creato un giardinetto paradisiaco con incluse le arnie per la produzione del miele, un lombricaio e varie sezioni botaniche visitate dalle scolaresche della zona. Poi ci sono gli orti urbani della Garbatella con il loro famosissimo giardino giapponese, quelli alle Terme di Caracalla e il gruppo Orto Insorto a Torpignattara, senza considerare tutte le iniziative dei Giardinieri Sovversivi Romani. Insomma i cittadini romani sono disponibili e nell'ultimo anno gli "agricoltori spontanei" hanno duplicato il numero degli spazi adibiti ad orti urbani, sintomo che in tempi di crisi economica (e non solo) le persone hanno bisogno di un posto in cui tornare alle origini, sporcandosi le mani con la propria terra e re-imparando quello che sapevano i loro nonni, per non perdere il contatto conla storia. Ilgiardino condiviso, in fondo, è anche questo.