Per il buon esito di quest’anno scolastico dei minori rom provenienti da via Visso

27/11/2014 di Redazione
Per il buon esito di quest’anno scolastico dei minori rom provenienti da via Visso

Venerdì 21 novembre due nuclei familiari, composti da 5 adulti e 24 minori, di cui 16 iscritti e frequentanti le scuole del territorio circostante, sono stati espulsi dal Centro di Accoglienza di via Visso, 14. Il motivo di questa espulsione, comunicato via lettera dal Dipartimento delle Politiche Sociali, sarebbe dovuto al "comportamento non consono al regolamento" di alcuni componenti delle famiglie dei minori.
Questo allontanamento si inserisce all'interno di un contesto complesso e delicato.
Il 16 dicembre 2013 l'intera comunità di ex-Cesarina fu trasferita presso il Centro di Accoglienza di via Visso  per permettere al Dipartimento delle Politiche Sociali di ristrutturare il villaggio attrezzato di via della Cesarina 11 assente di tutti i requisiti minimi necessari per l'accoglienza della comunità rom e romni composta da circa 120 persone.
Il trasferimento era stato presentato come temporaneo e lo attesta una lettera che le famiglie spontaneamente hanno firmato; ma ad oggi la comunità è ancora ospitata a via Visso senza indicazioni di prospettive di altro tipo.
Purtroppo a distanza di ormai un anno il passaggio dalla vita del campo con le sue abitudini a quella all'interno del Centro è stato vissuto soprattutto dai minori in maniera traumatica per il cambiamento di abitudini e la situazione abitativa, caratterizzata dalla convivenza troppo stretta e contigua con altri nuclei familiari.
È risaputo che lasciare la propria casa è un'esperienza che rimanda alla separazione e la rottura tra ciò che è noto e l'incontro con novità sconosciute; e se nell'adulto questa esperienza può produrre curiosità nel bambino può farsi strada una forte sensazione di incertezza e paura perché l'infanzia si costruisce su regolarità e prevedibilità che sono la base di un senso di sicurezza interna.
Noi che dal 2005 operiamo nel progetto di scolarizzazione Rom finanziato da Roma Capitale anche con i minori di Cesarina abbiamo sempre lavorato convinti della necessità di investire nel futuro dei ragazzi e delle ragazze che frequentano le scuole di ogni ordine e grado ed ora, siamo preoccupati per il fatto che ancora una volta possa accadere che gli errori dei padri o dei fratelli maggiori ricadano sui piccoli. Ovviamente, continueremo a seguire e sostenere a scuola questi ragazzi che continueranno a frequentare la scuola elementare e la scuola media.
Bisognerebbe riprendere un confronto serio sul ruolo delle istituzioni pubbliche preposte al controllo del rispetto delle regole e al contrasto delle devianze, piuttosto che risolvere in modo affrettato e pasticciato situazioni ingarbugliate e complesse.
Tutto ciò avviene in un clima di nuova ondata di recrudescenza mediatica e politica che, come altre volte nella storia, si rivolge soprattutto contro le fasce sociali più disgregate e deboli.
Questo mentre Roma subisce radicali metamorfosi sociali e culturali che in questi giorni stanno rimbalzando sulle cronache nazionali senza soluzione di continuità.
Ci troviamo a vivere una fase di profonda crisi socio-economica e la scuola deve assumere ancora di più il ruolo di elemento fondamentale per l'educazione e lo sviluppo sociale delle nuove generazioni.
In questo contesto la scuola per i giovani rom è decisiva ma viene continuamente minata nella sua efficacia e continuità da un sistema di accoglienza e di vivibilità che accentua l'isolamento sociale e culturale in modo molto dannoso. Comunque anche e soprattutto in queste situazioni risulta decisiva l'evoluzione positiva e mirata dell'accompagnamento ai percorsi di studio.