Roma meticcia e antifascista: la Rete Antirazzista di Piazza Vittorio

20/11/2014 di Redazione
Roma meticcia e antifascista: la Rete Antirazzista di Piazza Vittorio

Si è svolta sabato 15 novembre nei Giardini di Piazza Vittorio a Roma, la festa meticcia e antifascista organizzata dalla Rete Antirazzista di Piazza Vittorio. L'incontro era stato fortemente voluto da tutte le buone realtà che abitano il quartiere romano e che quotidianamente portano avanti buone pratiche per l'intercultura e l'inclusione. A queste realtà se ne sono aggiunte man mano molte altre, tutte quelle che dal basso rendono Roma una città solidale e che lottano per azzerare le diversità, sia culturali che sociali. La manifestazione era stata organizzata in contemporanea a quella delle "Periferie unite", un corteo composto da partecipanti molto vicini alla destra e che invitano Marino alle dimissioni perché ha reso le periferie una discarica, ricche di centri d'accoglienza, di campi rom, e soprattutto Roma, una città che non funziona. Il presidio dalla Rete Antirazzista di Piazza Vittorio si caratterizzava, ovviamente e fortemente contro tutto questo, e contro la partenza del corteo della destra che era Piazza Esquilino. Quando si era deciso il presidio antirazzista e antifascista i fatti di Tor Sapienza ancora non erano esplosi almeno non ancora attraverso i media, nonostante un malessere tra i cittadini delle periferie era già stato esplicitato, si pensi ai fatti di Corcolle o a quelli di Tor Pignattara. Così, quando i cittadini di Tor Sapienza hanno iniziato la loro battaglia contro gli ospiti del Centro di accoglienza di Via Morandi, la città si è spaccata. Ma se analizziamo e approfondiamo questa spaccatura, vedremo che c'è qualcuno che forse se n'è approfittato, prendendo il sopravvento sul disagio che gli abitanti delle periferie nutrono, sul degrado fondato soprattutto sulla mancanza  delle istituzioni. E invece la "guerriglia" è arrivata e sono stati suggeriti subito i responsabili del degrado, i minori e adulti stranieri che abitavano il centro di via Morandi. Roma sta subendo una involuzione, e ancora coloro che ne fanno le spese sono i più indifesi, i capri espiatori. Una nuova destra ma in fondo nemmeno troppo, che sta recuperando visibilità, e soprattutto grazie ai media muovono i fili del contrasto.  I nuovi neofascisti, deviano l'attenzione dai veri problemi di Roma, e concentrano le responsabilità su quelle persone che vivono al "confine". La manifestazione antirazzista di Piazza Vittorio è stata fortemente voluta per dimostrare e per raccontare ancora una volta che i cattivi non esistono e soprattutto non possono essere sempre gli stessi, coloro che quotidianamente lottano per la loro libertà e per vedere affermati i loro diritti. E così Piazza Vittorio ancora una volta ha detto NO ai gruppi fascisti e razzisti che il 15 novembre sfilavano da Piazza dell'Esquilino; NO all'idea di decoro basata sulla repressione e il controllo poliziesco, NO alle retate e al razzismo istituzionale. E' stato un piacevole pomeriggio in cui musiche, balli, letture, giochi per bambini hanno rivitalizzato questo spazio in modo vivace ed energico ma soprattutto tutte le persone che si sono fermate, che sono passate hanno dato un po' di respiro e di speranza a questa città. Roma può diventare una città aperta, solidale e interculturale. 
(Foto di Scup Sportculturapopolare)