Saranno 15mila gli ingressi destinati agli stranieri per la formazione

06/11/2014 di Redazione
Saranno 15mila gli ingressi destinati agli stranieri per la formazione

Il decreto del ministero del Lavoro di programmazione 2014-2016 emanato dal Viminale e dalla Farnesina autorizza nuovi ingressi in Italia con lo scopo di frequentare corsi di formazione professionale. Gli studenti potranno frequentare un corso di formazione in Italia o concludere un tirocinio equivalente iniziato in patria. Il decreto eccezionalmente non è annuale ma triennale e arriva in un momento di grande necessità, in cui i flussi per lavoro sono bloccati a causa della crisi economica.
L'ambito della formazione rimane uno di quei pochi canali aperti per entrare legalmente in Italia, e perché no anche per restarci: i tirocini formativi potranno essere utili ai fini di un'assunzione in un'impresa che abbia conosciuto nel tempo il tirocinante; l'azienda potrà allora convertire il permesso di studio in un permesso per lavoro subordinato.
Il decreto è stato firmato il 25 giugno ma è giunto in Gazzetta Ufficiale il 1 novembre, e divide così gli ingressi:
a) 7.500 sono riservati a chi partecipa a corsi di formazione, organizzati da enti accreditati, che possono durare al massimo 2 anni e devono prevedere il rilascio di una qualifica o comunque di una certificazione sulle competenze acquisite.
b) 7.500 permetteranno invece di svolgere tirocini formativi e d'orientamento che completano un percorso di formazione professionale. Questi dovranno essere attivati da enti promotori indicati dalla legge, come ad esempio centri per l'impiego, scuole, università o enti senza scopo di lucro autorizzati.
Il cittadino straniero per ottenere il visto d'ingresso dovrà presentare al consolato italiano la documentazione relativa al corso di formazione o il progetto di tirocinio completo, che dovrà essere approvato dall'ufficio regionale competente. Una volta giunto in italia, il cittadino usufruirà di un permesso di soggiorno per motivi di studio.
Qui il link per scaricare il decreto.