Tuscia: i valori dell’arsenico superano ancora i limiti consentiti

06/11/2014 di Redazione
Tuscia: i valori dell’arsenico superano ancora i limiti consentiti

Accademia Kronos e il laboratorio di analisi biochimiche "Alimentazione Ambiente Srl" di Roma, hanno avviato controlli campione sulle acque pubbliche in 5 comuni: Capranica, Ronciglione, Sutri, Vetralla e Viterbo nella frazione di San Martino al Cimino. Il laboratorio di analisi Aliman2000 di Roma è lo stesso che 15 anni fa aveva denunciato la presenza eccessiva di arsenico nelle acque del viterbese. Tutto questo è scaturito dall'esasperazione dei cittadini che non avendo ancora visto la fine dell'annoso problema dell'arsenico nelle acque potabili, nonostante i diktat della Ue e nonostante le promesse dei politici regionali e locali, si sono visti obbligati a chiedere aiuto ad Accademia Kronos.  Uno dei problemi evidenziati dall'analisi, che pure ha ravvisato come alcuni valori sono rientrati nei limiti previsti dalla legge, è che l'attività dei dearsenificatori deve essere monitorata costantemente: "senza attente analisi periodiche e manutenzioni con sostituzioni dei filtri, una volta esaurita la capacità di assorbimento, potrebbero erogare quantità enormi di arsenico e altre sostanze tossiche senza che la gente se ne accorga". Alla Regione è stato pertanto richiesto di "istituire un team di controllori che valuti periodicamente le concentrazioni di arsenico e uranio238". Valori nella norma a Capranica, oltre i limiti invece quelli riscontrati a Ronciglione (a via Sangallo sono stati rilevati 23 microgrammi per litro), a Vetralla (dove al centro del paese una fontanella, priva della scritta "acqua non potabile", i valori dell'arsenico arrivano a 22, molto oltre il limite consentito). A San Martino del Cimino i valori arrivano addirittura a 33 microgrammi per litro, sebbene la fontanella sia segnalata come non potabile. A Sutri invece le analisi sono da rifare: "i valori sono risultati esagerati, sicuramente a causa di qualche momentanea contaminazione". Le sentenze dei giudici di pace di Viterbo hanno ancora una volta sancito il diritto all'acqua potabile, e in caso contrario (quando supera il limite consentito, pari a 10 microgrammi per litro) deve essere pagatala metà. Condannatal'azienda Talete che si occupa della distribuzione dell'acqua, così come i Comuni; Raimondo Chiricozzi, del Comitato acqua potabile ha denunciato come il Comune di Ronciglione "distribuisce ancora acqua con arsenico e microcistine dell'alga rossa". È quindi urgente prendere provvedimenti per garantire il diritto all'acqua e alla salute dei cittadini della Tuscia, attraverso una legislazione lungimirante che preveda sistemi e dispositivi a lungo termine.