Bocciato referendum anti-immigrazione in Svizzera

04/12/2014 di Redazione
Bocciato referendum anti-immigrazione in Svizzera

Sonoramente bocciato dai cittadini svizzeri il referendum proposto da gli estremisti ambientalisti di Ecopop che volevano limitare, in modo estremamente rigido, l'immigrazione nel Paese per ragioni ambientali. Il quesito prevedeva la creazione di una quota, non superiore allo 0,2 percento di nuovi immigrati all'anno, oltre alla creazione di fondi per limitare il controllo delle nascite nei Paesi in via di sviluppo, al fine di preservare l'ecosistema elvetico.
Ben il 73 percento dei cittadini svizzeri ha respinto l'iniziativa, riconoscendola dannosa per l'economia del Paese, oltre che eccessiva. C'è da precisare che il netto diniego deriva anche dalla posizione chiaramente contraria del leader destra elvetica, Christoph Blocher, peraltro promotore un'iniziativa analoga che prospettava la denuncia dell'accordo di libera circolazione con l'Unione Europea, e che venne approvata lo scorso 9 febbraio.
Oltre a quello sopracitato, altri due quesiti erano stati posti all'elettorato svizzero. La seconda proposta, promossa dalla sinistra, suggeriva di abolire i forfait fiscali, ovvero gli accordi che diversi Cantoni definiscono con i ricchi contribuenti esteri che si stabiliscono in Svizzera, per pagare tasse meno elevate. In questo caso, per la seconda volta in due anni, il 61,6 percento dei votanti si è espresso in maniera negativa. Il deputato socialista di Berna, Corrado Pardini, ha commentato la sconfitta considerando comunque l'aspetto positivo del netto no alla proposta dell'Ecopop, che avrebbe "portato la Svizzera in una pericolosa situazione di isolamento economico e sociale".
L'ultimo quesito, anch'esso definitivo, ha bocciato l'iniziativa in base alla quale la Banca Centrale svizzera avrebbe dovuto conservare, fisicamente, tutte le riserve auree del Paese che, per il 30 percento, sono depositate all'estero.
Sebbene lo scorso febbraio le urne elvetiche avevano confermato l'ostilità sia verso gli immigrati, che nei confronti dei transfrontalieri che da generazioni lavorano in Svizzera, il risultato può essere considerato una vittoria. In un contesto di crisi economica diffusa in Europa, che un Paese ricco come la Svizzera abbia compreso il valore economico e sociale dell'immigrazione resta una conquista per la libera circolazione delle idee e dei diritti.