Fai: in aumento i cittadini che si rivolgono agli usurai

18/12/2014 di Redazione
Fai: in aumento i cittadini che si rivolgono agli usurai

In aumento le denunce delle persone finite nelle spire dell'usura. In Emilia, una delle regioni più colpite, le denunce sono aumentate del 200%. Per la prima volta questo tragico sistema coinvolge impiegati e pensionati, costretti a farvi ricorso per far fronte alla crisi economica che attanaglia il paese. La Federazione italiana delle associazioni antiracket e antiusura (Fai) ha diffuso gli ultimi dati raccolti, svelando una situazione critica per il ceto medio italiano. Oggi il 52% dei soggetti che si sono rivolti alla Fai sono persone con un reddito fisso. A rivolgersi agli strozzini non sono quindi solo imprenditori oppure i giocatori di azzardo. La profonda recessione economica ha colpito anche la famiglia italiana media.  Il coordinatore della Fai, Luigi Ciatti, ha denunciato ¨Quando è arrivata la crisi il sistema di assistenza non si è fatto trovare pronto. E ancora oggi su 33 associazioni iscritte negli elenchi del ministero dell'Economia e deputate a  gestire i fondi di prevenzione, solo sei agiscono dalla Toscana in su." Il Viminale ha diffuso i dati relativi all'anno passato: nel 2013 i reati di usura sono aumentati in maniera drammatica. Il fenomeno si è diffuso a macchia d'olio nel territorio italiano, e i reati verificati dalle forze dell'ordine sono aumentati del 30%. In Emilia Romagna i reati di usura sono aumentati del 219% (schizzando dai 21 del 2011 ai 67 nel 2013, con 31 denunce e 43 vittime accertate). Anche in Lombardia imperversa la criminalità organizzata e il numero delle denunce è cresciuto del 54% (da 48 nel2011 a74 nel 2013 ). Allarme rosso anche nel Lazio: lì gli arresti nell'ultimo anno sono incrementati di oltre il 20% rispetto al biennio precedente. Tra le cause ravvisate dalla Fai al primo posto c'è l'indebitamento finanziario. Tano Grasso, il presidente, spiega: "si rivolgono ai nostri sportelli centinaia di impiegati in giacca e cravatta e con buoni stipendi, costretti a vivere con 200 euro al mese. Il meccanismo è il seguente: molti stipulano due o più contratti di finanziamento per cifre esigue ma con tassi di interesse anche oltre il 10 per cento. Ogni società al momento della firma non controlla se il soggetto abbia già altri finanziamenti in essere, perché in caso di insolvenza potrà avvalersi sul Tfr. Nell'ultimo anno sto seguendo due procedimenti contro altrettanti caposala degli ospedali di Napoli  che subodorando il business si sono improvvisati strozzini. "Prestano" i soldi ai colleghi in difficoltà economica a causa delle finanziarie. Applicano tassi di interesse almeno del 10 per cento mensile, in un anno esigono il doppio del prestito iniziale. In un caso è stato documentato lo scambio di denaro nel reparto di pediatria, vi rende conto?". Anche le imprese, settore tradizionalmente al riparo da questo genere di fenomeno, è oggi invece coinvolta. La Confcommercio ha evidenziato un aumento dell'usura del 30% e delle estorsioni del 22% nel periodo tra 2008 e 2013. Almeno l'8% delle imprese ha subito minacce da organizzazioni criminali e il 35% ha subito danni alle attività. Il 7% degli imprenditori ha subito violenze fisiche, oltre a quelle psicologiche. Un fenomeno estremamente difficile da denunciare, perché "capita spesso che le vittime siano persone che agiscono in regime di sommerso e questo gli crea delle remore nel rivolgersi a noi. Altre volte capita che i gruppi criminali si impossessino invece delle attività e che il legittimo proprietario rimanga un mero intestatario e nulla più". Estremamente complicato, peraltro, il percorso di riabilitazione: sono proprio i cattivi pagatori quelli che si rivolgono con più facilità a usurai e strozzini. Queste persone continuano ad avere problemi nell'apertura di un conto corrente anche se hanno denunciato e fatto arrestare gli strozzini. Per questa ragione è fondamentale aprire un dibattito istituzionale, per far sì che le vittime di questo tragico sistema non vengano rese due volte tali da uno Stato impietoso.