Giornata internazionale dei diritti umani: a 30 anni dalla Convenzione Onu contro la tortura

11/12/2014 di Redazione
Giornata internazionale dei diritti umani: a 30 anni dalla Convenzione Onu contro la tortura

In occasione del 10 dicembre, Giornata internazionale dei diritti umani, Amnesty International Italia ha ribadito ancora una volta il suo impegno nel chiedere a gran voce che l'Italia introduca nel codice penale il reato di tortura. Una legge che il Parlamento italiano ha l'obbligo di ratificare: la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura è stata universalmente ratificata trent'anni fa, ma l'Italia non si è ancora dotata di uno strumento per attuarla. Amnesty International ha potuto constatare che tra il 2009 e il 2014 sono state attuate torture e maltrattamenti in 141 Paesi, rendendo la Convenzione, di fatto, senza valore. I tentativi di Amnesty e di molte altre organizzazioni per i diritti umani di dotare il codice penale di tale normativa sono state più volte osteggiati da forze parlamentari trasversali, coalizzate intorno a un'asserita difesa dell'operato e della reputazione delle forze di polizia, come se la sola previsione di tale reato - previsto nelle leggi di  molte decine di paesi nel mondo - associasse lo stigma della tortura all'intera categoria di pubblici ufficiali. Ora il disegno di legge sul reato è stato approvato dal Senato lo scorso 5 marzo, ed è attualmente in esame alla Camera dei Deputati. Il testo manca sicuramente di incisività: la tortura viene qualificata come reato comune, aggravato in caso di compimento da parte di pubblico ufficiale. Non sono peraltro prese in esame le condotte omissive, e manca anche la creazione di un fondo nazionale per le vittime di tortura.  Enrica Bartesaghi e Lorenzo Guadagnucci, del Comitato verità e giustizia per Genova hanno ricordato, in una lettera aperta al Parlamento, che "il reato di tor­tura, in ogni paese demo­cra­tico, è uno stru­mento for­ma­tivo, un punto di rife­ri­mento morale per chi lavora  nelle forze dell'ordine. (…) Solo una men­ta­lità distorta, una cul­tura demo­cra­tica debole e invo­luta, può inter­pre­tare l'introduzione del reato di tor­tura come un attacco alle forze  dell'ordine. È semmai vero il contrario: le forze dell'ordine saranno tanto più affidabili e credibili, agli occhi dei cittadini, in quanto responsabili e trasparenti nell'ambito di una normativa allineata a quella del campo internazionale
In occasione della Giornata internazionale dei diritti umani, pressola Sala Stampa della Camera dei Deputati, Amnesty International, Antigone, Arci, Cild, Cittadinanzattiva e altre organizzazioni per i diritti umani hanno osservato un minuto di silenzio per chiedere alla Camera l'approvazione della legge. All'iniziativa hanno aderito anche numerosi artisti, fra cui Alessandro Gassman, Massimo Carlotto, Piero Pelù ed Erri de Luca. Amnesty International, nell'occasione, ha consegnato le 16mila firme raccolte da maggio per chiedere l'introduzione del reato di tortura nel codice penale italiano. Il minuto di silenzio ha anche una fortissima valenza simbolica: ricorda il silenzio sotto cui è passato il reato di tortura in tutti questi anni, e che ora deve essere spezzato per lasciare spazio alla giustizia e al rispetto dei diritti umani.