Idos e luoghi di culto: in Italia 1 milione e 600mila musulmani, solo 4 moschee

11/12/2014 di Redazione
Idos e luoghi di culto: in Italia 1 milione e 600mila musulmani, solo 4 moschee

Il dossier statistico Unar-Idos ha fotografato il panorama italiano dei luoghi di culto, mettendo in luce alcune criticità: proliferano i luoghi di culto informali, si pensi che dall'ultimo censimento della polizia, sono 164 le  moschee non ufficiali e 222 luoghi di culto. Si tratta di spazi improvvisati: palestre, capannoni dimessi, garage e negozi. La mancanza di intesa con il mondo islamico e l'assenza di una legge sulla libertà religiosa ha fatto sì che la situazione italiana degenerasse. La fede più colpita è infatti quella islamica: il dossier ha contato 1 milione e 628mila musulmani nel nostro Paese, un numero in costante aumento. I principali luoghi di provenienza sono l'Africa (52,2%), seguita dall'Europa (32,6%) e dall'Asia (15,2%). Un gruppo estremamente consistente, al quale però corrispondono solamente 4 moschee ufficiali (ovvero edifici costruiti appositamente, dotati di minareto): Ravenna, Roma, Colle Val d'Elsa, Segrate Milano. La comunità islamica, nel frattempo, non ha mancato di far udire la propria voce: il presidente dell'Ucoii (Unione Comunità Islamiche), Izzedin Elzir, ha dichiarato che "realizzate di recente sono quelle di Colle Val D'Elsa e Ravenna, entrambe "fatte a moschea", mentre altre due da noi appena inaugurate, Lecce e Catania, sono solo spazi convertiti e riadattati".  Le comunità sono state infatti costrette ad auto organizzarsi. Yahya Pallavicini, vicepresidente della Coreis (Comunità Religiosa Islamica), ha dichiarato: "è infatti in corso un tentativo di trovare luoghi più degni dove pregare i turchi, per esempio, sono tra i più organizzati, forti soprattutto a Reggio Emilia, Como e Imperia. A Brescia i pakistani hanno delle belle moschee. I marocchini stanno cercando di federarsi a livello nazionale anche sulle questioni religiose. I senegalesi, invece, pur essendo tra i musulmani più osservanti, paiono invisibili, chiusi a pregare nei loro appartamenti". Peraltro, appare rilevante il fatto che l'autorizzazione come luogo di culto richieda un iter urbanistico specifico, il che ha fatto sì che la maggior parte delle sale di preghiera in Italia siano registrate solamente come centri culturali. Moltissimi i cantieri aperti e i progetti mai realizzati perché ostacolati dai Comuni oppure osteggiati da determinati partiti politici: "i casi più discussi - ha spiegato Elzir - sono a Milano, Genova, Pisa, Città di Castello, Bologna, dove l'apertura è stata rimandata e Firenze, dove stiamo trattando ancora col Comune". Il riconoscimento istituzionale non ha solamente a che fare con l'autorizzazione a costruire moschee complete di minareti, sarebbe necessario per garantire una sicurezza ed una trasparenza ad un culto troppo spesso preso di mira come fonte di integralismi e violenza religiosa. Quello che i musulmani chiedono, dunque, attiene alla sfera dei diritti civili, e non ha nulla a che fare con richieste di finanziamenti,  che invece arrivano direttamente dai fedeli e da altri Paesi stranieri. Un riconoscimento delle diversità religiose in Italia è pertanto imprescindibile, per ricordare a noi stessi e a quanti arrivano in Italia che il nostro è un Paese che rispetta ed accoglie tradizioni, culture, pensieri e fedi differenti.