Mafia Capitale: il Ministro Paoletti alla cena della Cooperativa 29 giugno

04/12/2014 di Redazione
Mafia Capitale: il Ministro Paoletti alla cena della Cooperativa 29 giugno

Saviano oggi su "Repubblica" pubblica l'articolo dal titolo "Ministro Poletti ci spieghi quella cena". All'indomani del'operazione "Mafia Capitale" abbiamo appreso il sistema di politici corrotti che ha dominato  Roma per anni, attraverso mazzette e compromessi in tutti i settori pubblici. Anche nella gestione dell'immigrazione e della protezione umanitaria negli ultimi anni. Il sistema era abbastanza semplice, i fondi per i centri d'accoglienza erano un piatto ricco e il sodalizio criminale ipotizzato dagli inquirenti faceva in modo che parte di questi finanziamenti pubblici finisse nelle tasche delle cooperative amiche. Esseri umani gestiti al pari del traffico di stupefacenti. Per tutti noi le sciagure nel Mediterraneo e l'arrivo dei profughi sono stati una tragedia umanitaria, per la cupola romana un grande business. All'indomani dell'inchiesta "Terra di Mezzo" il nostro Paese si riscopre ancora più povero, sotto lo scacco di un manipolo di criminali che da un lato brandivano il più becero razzismo e dall'altro speculavano sulla pelle di migliaia di profughi. Al di là degli aspetti giudiziari del caso, che andranno chiariti nelle sedi opportune, il punto focale di questa inchiesta che ha scioccato la Capitale sta nelle implicazioni etiche che questa comporta. Da oggi, il nostro Paese dovrà pagare anche il prezzo morale di anni di violazione dei diritti, di speculazioni sul diritto d'asilo e di accoglienza indegna. Saviano nel suo articolo si concentra su una famosa cena di ringraziamento organizzata da Buzzi, numero uno della cooperativa "29 giugno" e braccio operativo dell'organizzazione malavitosa,  quando Poletti, ancora non era  ministro ma presidente di Legacoop Nazionale. "È una classica cena sociale organizzata in un centro d'accoglienza della cooperativa 29 Giugno. C'è l'ex sindaco Gianni Alemanno, c'è l'ex capo dell'Ama Franco Panzironi (arrestato con Buzzi), c'è un esponente del clan dei Casamonica, c'è il dimissionario assessore alla Casa Daniele Ozzimo (al tempo consigliere Pd e pure lui indagato), c'è il portavoce dell'ex sindaco Sveva Belviso e c'è Umberto Marroni, parlamentare Pd (Buzzi in un'intercettazione dichiara che proverà a lanciarlo alle primarie democratiche per il sindaco diRoma). Il ministro non conosceva Buzzi e il suo modus operandi?" Continua Saviano "Da presidente della Legacoop immaginiamo non potesse conoscere il dna di tutte le cooperative: ma nemmeno di questo impero da 60 milioni di euro? Eppure la Onlus apparteneva proprio alla realtà Legacoop. Poletti non si è reso conto di come la gestione degli appalti sia stata quantomeno disinvolta? Degli appalti chela giunta Alemannoconcedeva e del flusso di denaro che la beneficiava? C'è bisogno di inchieste della magistratura, quando a Roma si sapeva da anni che Buzzi era un dominus nell'assegnazione alle sue cooperative degli appalti? Perché la politica deve rispondere solo se interrogata da un giudice?" Noi ci auguriamo che il sistema venga distrutto e la buona politica ritorni ad amministrare e gestire questa città sperando che le indagini riescano ad andare a fondo e a portare una nuova luce su Roma Capitale.