MSF: la Grecia non può più negare l’accoglienza ai migranti

11/12/2014 di Redazione
MSF: la Grecia non può più negare l’accoglienza ai migranti

I Medici Senza Frontiere lanciano un appello per segnalare le disumane condizioni di accoglienza riservate ai migranti che sbarcano in Grecia, denunciando l'intero sistema europeo che dovrebbe osservare e coordinare i sistemi di accoglienza degli stati membri.
Le autorità nazionali riferiscono che solamente durante quest'anno sono state più di 14.000 le persone che in fuga dalla Siria hanno intrapreso un viaggio pericoloso attraverso il Mar Egeo, spesso a bordo di piccole imbarcazioni pericolanti in partenza dalla Turchia.
Cifre molto alte ma prevedibili considerata la condizione siriana, e la Grecia continua a non disporre di strutture adeguate ad accogliere i migranti. Questi infatti sono costretti a dormire per strada o in stazioni di polizia sovraffollate.
Kostas Georgakas, coordinatore del progetto per Medici Senza Frontiere, descrive l'inadeguato sistema di accoglienza greco denunciandone anche l'indolenza e l'assenza della volontà di miglioramento. Georgakas ha spiegato che non è previsto alcun controllo medico all'arrivo presso le frontiere, e mentre un'equipe medica è stata recentemente impegnata nel monitoraggio dei profughi in arrivo a causa del timore ebola, le persone assiderate o con problemi gravi cardiovascolari vengono regolarmente ignorate nonostante le autorità greche avrebbero la responsabilità di effettuare controlli sanitari su tutti.
Il racconto del coordinatore prosegue consegnando il quadro di una situazione drammatica, come ad esempio nel caso delle 53 persone stipate in una cella pensata per un massimo di 6. Tali condizioni di sopravvivenza sono insostenibili per una sola notte, figurarsi per giorni o settimane.
Proprio a colmare questa grave assenza dello stato greco sono intervenute due operazioni di emergenza dell'equipe mobile di Medici Senza Frontiere, messe in atto nelle Isole Egee dalla fine di agosto. I medici hanno offerto assistenza e cure a oltre 350 rifugiati e distribuito 3.000 kit di primo soccorso e prima necessità, come sacchi a pelo, coperte e sapone. Parlando con i migranti soccorsi, i medici hanno inoltre scoperto che i rifugiati sono stati respinti verso la Turchia prima di poter raggiungere le coste Greche, altra grave mancanza della Grecia che avrebbe l'obbligo di rispettare i diritti di tutti gli individui sotto la propria giurisdizione, garantendo il principio di non respingimento dei richiedenti asilo che giungono via mare e via terra.
Manu Moncada, coordinatore delle operazioni per la migrazione di Medici Senza Frontiere, ribadisce che la Grecia ha l'obbligo assoluto di rispondere al flusso di rifugiati che arrivano sulle coste delle Isole Egee nonostante la chiusura delle proprie frontiere di terra. I migranti, disperati, tenteranno comunque di raggiungere lo Stato nonostante le recinzioni più alte e le condizioni disumane di accoglienza e l'unica drammatica conseguenza sarà che i rifugiati cercheranno modi sempre più rischiosi di raggiungere la loro "meta"