A gennaio parte il percorso formativo per personale scolastico e attivisti delle associazioni

09/01/2015 di Redazione
A gennaio parte il percorso formativo per personale scolastico e attivisti delle associazioni

FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, CREIFOS-Università degli Studi Roma Tre e CEMEA del Mezzogiorno presentano  un percorso formativo per personale scolastico e attivisti delle associazioni all'interno del Progetto FEI - Annualità 2013 Azione 3 - "Integrazione scolastica e inclusione sociale dei giovani stranieri". Il percorso formativo partirà il 14 gennaio e sarà articolato in tre moduli, tra loro collegati ma distinti. Ogni modulo avrà una sua autonomia e compiutezza, per dare la possibilità a chi non potrà seguire il percorso nella sua interezza, di iscriversi al/i modulo/i di proprio interesse. Per partecipare compilare e inviare la  scheda d'iscrizione entro il 12 gennaio alla mailintercultura@dirittisociali.org. Lo scopo del corso è quello di approntare e condividere per questo anno scolastico 2014/15 strumenti che favoriscano, per gli studenti con cittadinanza non italiana, il raggiungimento di tassi di successo scolastico sempre più elevati. Il percorso formativo che proponiamo, dunque, rappresenta l'occasione per sperimentare metodologie di educazione attiva e forme di apprendimento cooperativo, dove ognuno potrà condividere e confrontarsi sul proprio patrimonio di conoscenze e sulle proprie esperienze. Roma è una delle città italiane con il maggior numero di giovani di Paesi terzi che frequentano le scuole della città, ne utilizzano i servizi, contribuiscono alla sua economia e alla sua vita culturale. Secondo il X Rapporto dell'Osservatorio Romano sulle Migrazioni, i minori non comunitari residenti nella provincia di Roma sono 54.587, pari al 17,3% del totale degli stranieri. Nel solo Comune di Roma, i minorenni rappresentano il 15,2% della popolazione straniera, mentre il 39,2% ha un'età compresa tra i 20 e i 39 anni. Nell'anno scolastico 2012/13 erano iscritti nelle scuole della Provincia di Roma 59.147 studenti di origine straniera, di cui 37.905 nella sola capitale, con una incidenza di quasi il 10% sul totale degli iscritti (dati Dossier Statistico Immigrazione, 2014). L'apporto di questi giovani alla nostra città, e in generale al nostro Paese, è senza dubbio positivo. Ciò non toglie che vi siano criticità, legate al fatto che i servizi territoriali hanno dovuto fare i conti con un rapido incremento del fenomeno migratorio, peraltro in un periodo di progressiva riduzione delle risorsea disposizione. Ilriemergere, in tempi recenti, di fenomeni di intolleranza e violenza nei confronti dei migranti, è un campanello d'allarme che non può essere ignorato. In questo contesto, l'istituzione scolastica può e deve svolgere un ruolo cruciale nel processo di inclusione dei minori stranieri nella società di accoglienza e di educazione dei minori italiani alla convivenza. D'altra parte, è indubbio che le scuole incontrino difficoltà sempre maggiori nell'affrontare le sfide legate all'aumento della presenza nelle classi dei figli di migranti. Secondo i dati del MIUR, la presenza di alunni stranieri nelle scuole italiane nell'a. s. 2012/2013 è stata di 786.630 unità, ovvero oltre 30 mila in più rispetto all'anno precedente. Questo dato corrisponde ad un'incidenza dell'8,8% sul totale degli iscritti. A causa delle scarse conoscenze linguistiche, molti alunni hanno difficoltà a seguire le lezioni. Particolari problemi presentano poi i ragazzi più grandi, inseriti nelle classi a seguito dei ricongiungimenti familiari. Ma quelli linguistici non sono gli unici problemi riscontrabili a scuola: bisogna pensare anche a quelli emotivi, psicologici, culturali, alla differenza di programmi e sistemi scolastici, al carente appoggio dei genitori. Per tutte queste ragioni, gli alunni di origine straniera, piuttosto che come un valore, sono visti troppo spesso come una difficoltà, un ostacolo per l'andamento del resto della classe. L'istituzione scolastica italiana, purtroppo, è ancora molto in difficoltà e sembra impreparata ad affrontare le questioni legate all'accoglienza, all'inserimento e all'accompagnamento degli alunni con cittadinanza non italiana, divenuti ormai una presenza quantitativa e qualitativa importante. Se da un lato, infatti, la legislazione italiana tutela il diritto all'istruzione dei minori stranieri, anche se privi di permesso di soggiorno, accordando loro le stesse garanzie previste per i figli di cittadini italiani, dall'altro mancano strumenti e strategie di supporto adeguati per sostenerne i bisogni specifici: a partire dall'iscrizione e inserimento nella classe, passando per il sostegno linguistico e didattico, fino al coinvolgimento delle famiglie nella scelta dei progetti pedagogici dei loro figli e nella conduzione della vita della scuola. Per non parlare della scarsa attenzione riconosciuta alle lingue e alle culture dei Paesi d'origine degli alunni stranieri. Un immenso patrimonio non valorizzato, quello delle 78 lingue parlate a scuola. Dall'altro lato, c'è una realtà in crescita che potrebbe avere un impatto molto positivo su queste questioni: l'associazionismo dei migranti. Un fenomeno migratorio sempre più stabile e maturo sta generando una crescente richiesta dei cittadini di origine straniera di associarsi e mettere a disposizione le loro capacità per realizzare attività sociali, culturali, educative. Secondo una ricerca condotta dal Centro Studi IDOS tra febbraio e giugno 2014, le associazioni migranti attive sul territorio italiano sono 2.114.Il Lazio, con le sue 261 associazioni, è la seconda regione in Italia. Uno dei principali ambiti di interesse di queste associazioni è legato proprio all'educazione delle giovani generazioni e alla mediazione interculturale: moltissime sono le iniziative di sostegno scolastico e gli interventi educativi per la valorizzazione delle culture d'origine. Questa è la ragione per cui abbiamo creduto fortemente nel loro coinvolgimento nel nostro progetto. L'associazionismo democratico e il desiderio di partecipazione attiva di questi cittadini potrebbe svolgere un ruolo cruciale nei processi di inclusione scolastica e sociale dei minori di origine straniera. Si tratta, tuttavia, di associazioni con una forte fragilità strutturale, un limitato numero di iscritti e una scarsa disponibilità di risorse economiche e di know how per la gestione degli interventi. Queste realtà necessitano di formazione, rafforzamento e accompagnamento per poter svolgere al meglio il loro indispensabile ruolo di coesione sociale. Per questi motivi, nell'ambito del progetto FEI "Mosaico Mediterraneo. Un mare, tre continenti", FOCUS-Casa dei Diritti Sociali, il CREIFOS - Università Roma Tre e CEMEA del Mezzogiorno hanno deciso di realizzare congiuntamente un percorso formativo destinato a tutte quelle figure che, a vario titolo, intervengono nei processi di inclusione ed educazione dei giovani di origine straniera.