ASGI: iter per la cittadinanza italiana troppo lungo

22/01/2015 di Redazione
ASGI: iter per la cittadinanza italiana troppo lungo

Gli ultimi mesi hanno visto un peggioramento delle trafile burocratiche italiane per ottenere la cittadinanza italiana, al punto che molti migranti in possesso dei requisiti hanno rinunciato a fare domanda.
Ad oggi, l'iter corretto per ottenere la cittadinanza prevede la consegna di alcuni certificati e il pagamento di 200 euro; esiste la possibilità di prenotare un appuntamento per preparare correttamente la documentazione ma per fissare l'appuntamento è necessario farlo online, procedura praticamente impossibile attualmente che nella maggior parte dei casi allunga l'iter di otto o nove mesi. A tale proposito sono intervenuti gli avvocati dell'ASGI, l'Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione, che hanno denunciato l'inefficienza del sito su cui il primo appuntamento disponibile risulta ad agosto 2015, mentre le prenotazioni effettuate risultano sempre "0".
Tali inadeguatezze sono quanto di più lontano dalla legge Bassanini e dal principio di buona amministrazione. Salvatore Fachile, avvocato ASGI, spiega che "lo Stato ha il dovere di assistere i cittadini di qualsiasi nazionalità tramite servizi di interlocuzione", ma quello che sta succedendo per le richieste della cittadinanza non è giusto in quanto il migrante non ha nessun modo per mettersi in contatto con l'operatore e avviare correttamente le pratiche, che nella maggior parte delle volte a causa di questa assenza burocratica sono incomplete e quindi respinte.
Nando Bussi, il Presidente di Anolf Roma, propone di coinvolgere le associazioni nella compilazione ordinaria delle richieste di cittadinanza, col fine di evitare sprechi di tempo e risorse. Sarebbe intelligente istituire uno sportello che funga da mediazione tra il richiedente e la Prefettura, senza costringere il cittadino a fare tutto da solo e a pagare autonomamente i duecento euro.Tuttavia, nell'ultimo anno è aumentato il numero di nuovi cittadini italiani: nel 2011 erano stati 56.147, nel 2012 65.383 e nel 2013 100.712, il 54% in più rispetto all'anno precedente. Maria Elena Arguello, esperta di immigrazione di StranieriinItalia, insiste sull'obbligo di concedere agli stranieri la possibilità di interagire con le autorità non solo per espletare correttamente la pratica ma anche per essere adeguatamente informati sui propri diritti e doveri.
La Prefettura di Firenze, ad esempio, sta istituendo un call center e un indirizzo di posta elettronica appositamente per offrire assistenza e informazioni, ma nel caso delle città più grandi come Roma il servizio rimane virtuale e inefficace.