Buona scuola: inserito il tredicesimo capitolo su alunni stranieri e plurilinguismo

29/01/2015 di Redazione
Buona scuola: inserito il tredicesimo capitolo su alunni stranieri e plurilinguismo

Gli studenti stranieri che frequentano le scuole italiane sono all'incirca 850 mila e sono 400 gli istituti con una percentuale di alunni di recente arrivo in Italia che si aggira intorno al 50%. Intanto il cammino della riforma della "Buona scuola" va avanti e fortunatamente, meglio tardi che mai, all'interno del decreto è stato aggiunto "un tredicesimo punto" che riguarda l'integrazione degli alunni stranieri e la didattica interdisciplinare e multiculturale. Questi temi, "Non sono mai stati sottovalutati dall'esecutivo e soprattutto dal ministero dell'Istruzione", spiega Stefania Giannini, braccio destro della responsabile del Miur. «Bisogna garantire agli studenti stranieri la possibilità di essere inseriti in classe in qualsiasi momento dell'anno - aggiunge il sottosegretario - perché non possono ripetersi episodi di bambini che devono aspettare mesi per trovare un'aula che li accolga». Anche per i docenti ci sono delle novità, sarà infatti prevista una quota d'insegnanti  in possesso di certificazioni che attestino la competenza per l'insegnamento dell'italiano a studenti stranieri, impegnati a colmare i gap linguistici dei bambini e dei ragazzi appena arrivati in Italia. "Una quota di maestri e professori delle scuole superiori di primo e secondo grado, ancora da individuare sulla base del famoso pacchetto assunzioni precari, si occuperà, dunque, della prima familiarizzazione con l'italiano dei bambini inseriti in classe in qualsiasi momento dell'anno - aggiunge il sottosegretario - perché non possono ripetersi episodi di bambini che devono aspettare mesi per trovare un'aula che li accolga». Così, arriveranno nuovi fondi, una quota fissa del 10%, da riservare alla formazione del personale in contesti "multiculturali e di complessità sociale", sia per i docenti appena assunti che per quelli in servizio da anni. Il decreto avrebbe anche pensato a come scongiurare le classi ghetto, riservando dei posti per gli studenti stranieri in ogni classe. Ad esempio, in un'aula con 28/30 studenti, per fare un esempio, tra i 4 e i 6 posti potrebbero essere "bloccati" ogni anno, agevolando in questo modo l'iscrizione per studenti non italiani. La quota precisa però è ancora allo studio, verrà indicata quando sarà ultimato il censimento delle città con il più alto tasso di studenti stranieri. Sul versante della didattica, il sottosegretario Faraone non esclude la possibilità di creare percorsi di plurilinguismo: "Sperimentando, ad esempio, l'insegnamento delle lingue non comunitarie come il cinese, l'arabo e il russo, cosa per altro prevista già da alcuni istituti". Si dovrebbe, inoltre, prevedere che gli alunni di madrelingua straniera possano evitare di aggiungere una quarta lingua, "in particolare alla scuola media - conclude il sottosegretario - dove è richiesto lo studio di una seconda lingua straniera. Per questi alunni l'italiano è già una seconda lingua straniera, oltre l'inglese". Il tredicesimo capitolo con buone probabilità sarà suddiviso in due parti:  la prima, quella relativa agli insegnanti, alla loro preparazione e ai fondi per gli aggiornamenti, confluirà nel decreto di riforma. L'aspetto riguardante la didattica, invece, come una restante parte del piano Buona Scuola, sarà licenziato dopo il 20 febbraio attraverso una legge delega.
Ci meravigliamo di come la "Buona scuola" abbia "tralasciato" e aggiunto solo successivamente un capitolo riguardante gli studenti stranieri, il plurilinguismo. Sul sito labuonascuola.gov.it possiamo leggere riguardo alla consultazione "popolare" che era stata messa in piedi chiedendo "ai genitori e ai nonni che ogni mattina accompagnano i loro figli e nipoti a scuola; ai fratelli e alle sorelle maggiori che sono già all'università; a chi lavora nella scuola o a chi sogna di farlo un giorno; ai sindaci e a chi investe sul territorio" di portare un contributo a questa riforma. Continuando a leggere  "Perché ci aiutino a migliorare le proposte, a capire cosa manca, a decidere cosa sia più urgente cambiare e attuare".  Ecco, noi ci soffermeremmo sul "cosa manca", evidentemente le nostre istituzioni non si sono accorte che all'interno della riforma che hanno preparato manca proprio una fascia di popolazione che diventa sempre più consistente e che accresce la ricchezza del nostro Paese giorno per giorno. Ma ci piace pensare, meglio tardi che mai.