Charlie Hebdo

08/01/2015 di Redazione
Charlie Hebdo

Nuovi episodi di violenza scuotono l'Europa, il mondo. Nella mattinata del 7 gennaio, tre uomini in assetto da guerra e mascherati hanno fatto  irruzione nella sede del settimanale satirico Charlie Hebdo a Parigi. A rimetterci la vita 12 persone, tra cui il direttore del giornale, tre giornalisti e due poliziotti.
La sede di Charlie Hebdo era già stata presa d'assalto con un attentato incendiario nel 2011, fortunatamente nessuno rimase ferito. Le motivazioni degli attacchi sempre le stesse: dal 2001 Charlie Hebdo ha fatto dell'islamofobia l'asse principale della propria satira. Ed è così diventato, per i  sostenitori armati dell'Islam, un facile bersaglio della "guerra santa". Questa volta hanno anche esagerato riproducendo a Parigi una azione militare "siriana" ed efferata. E così in Europa si riaccende la miccia contro il nemico, il parallelo tra gli autori del crimine e i gruppi sociali di provenienza. Le Pen cavalca l'onda, chiedendo addirittura che venga reinserita la pena di morte, Salvini dal canto suo chiede la chiusura delle frontiere. Noi ci auguriamo che quei criminali vengano presi e che il dialogo interculturale si estenda.