EHCI: Sanità italiana al 21esimo posto nella classifica europea

29/01/2015 di Redazione
EHCI: Sanità italiana al 21esimo posto nella classifica europea

È stato presentato nei giorni scorsi a Bruxelles, davanti al Commissario europeo per la salute, il nuovo Indice europeo Health Consumer (EHCI) che fotografa lo stato della sanità di 37 Paesi  dal punto di vista dei consumatori, basandosi sui dati officiali.
Gli indicatori utili all'analisi sono 47 di cui vanno sommati i risultati, e l'Italia con 648 punti si è presentata al ventunesimo posto, mentre l'anno scorso era al ventesimo.
Al primo posto resta da anni l'Olanda con 898 punti su 1000, seguita da Svizzera, Norvegia, Finlandia e Danimarca.
Il Presidente dell'HCP, Arne Bjornberg, ha dichiarato che le prestazioni generali nel campo della sanità continuano a migliorare nonostante molti Paesi abbiano registrato un calo della spesa sanitaria. L'Italia, nella fattispecie, presenta un continuo calo dal primo rilevamento ad oggi, fattore dovuto soprattutto alla paralisi politica e al grande divario tra il Nord e il Sud che si va progressivamente allargando rendendo difficile anche stabilire una media nazionale omogenea.
I dati analizzati riguardano i diritti dei pazienti, l'accessibilità e i tempi di attesa, le morti infantili, l'aborto e la cura della depressione. Altri indicatori sono i servizi erogati dal sistema sanitario tra i quali le cure pubbliche e la prevenzione, categoria nella quale sono incluse anche le vaccinazioni neonatali e quelle dell'Hpv, la prevenzione al fumo, l'assunzione media di zuccheri e la cura del diabete. Una categoria a parte rappresenta anche l'efficienza farmaceutica, tra la quale i farmaci anticancro, l'uso e l'abuso di antibiotici e l'accesso ai farmaci di ultima generazione.
L'indagine che riguarda le associazioni dei pazienti riporta notevoli miglioramenti, sembrerebbe infatti che siano calati drasticamente i casi dei pagamenti in nero delle prestazioni mediche, un dato questo positivo sebbene sia particolarmente difficile indagare profondamente sulla questione.
Bjornberg ha concluso la presentazione dei dati con alcune raccomandazioni: attendersi grandi riforme che possano sostanzialmente migliorare la situazione è certamente fuori contesto, quello su cui si può lavorare praticamente è l'attuazione di misure specifiche come ad esempio un intervento concreto nella prevenzione antifumo, visto che questo risulta essere un ambito ancora carente.
Anche l'eccessivo consumo di antibiotici, tipicamente italiano, è un dato che va affrontato con serietà anche rapportandolo con l'elevato livello di gravi infezioni ospedaliere, sintomo di una scarsa efficienza sanitaria.
Un altro tema da affrontare è quello della mancata assistenza agli anziani: l'Italia si colloca allo stesso posto di Grecia e Romania, ma anche questo ambito sembra non essere ancora affrontato con la serietà necessaria dalla politica.