Erasmus: nuovi fondi dall’UE per viaggiare in tutto il mondo

22/01/2015 di Redazione
Erasmus: nuovi fondi dall’UE per viaggiare in tutto il mondo

Da anni si parla dell'idea di rendere obbligatoria l'esperienza Erasmus per gli studenti universitari italiani, per arricchire il proprio curriculum ed entrare a contatto con realtà preziose per l'inserimento nel mondo del lavoro in Europa. Il progetto, nato nel 1987, finora ha consentito a studenti e a docenti universitari di spostarsi per un periodo di studio o di docenza all'estero e da quest'anno sarà potenziato dall'UE: l'Erasmus+, questo il nuovo nome del progetto, si avvarrà un di budget extra di 12 milioni di euro e per la prima volta consentirà agli studenti e non solo di viaggiare oltre i confini europei, in tutti e cinque i continenti, presso le università che aderiranno ai principi di mobilità e cooperazione. Fino a pochi mesi fa, in sede di discussione del vecchio budget dell'UE, sembrava che il progetto sarebbe stato fortemente ridimensionato, mentre infine si è scelto di continuare a ritenere l'esperienza prioritaria nel percorso formativo universitario; in 28 anni sono oltre tre milioni gli studenti che ne hanno beneficiato. L'Italia è tra i Paesi più attivi nel progetto Erasmus: solo nell'a.a. 2012/13 si è collocata al quinto posto per studenti ospitati (quasi tutti spagnoli, francesi o tedeschi) e, complici le statistiche positive degli studenti che hanno svolto l'Erasmus (la disoccupazione li colpisce il 23% della media), i numeri sono destinati ad aumentare. Continuerà ad essere possibile conseguire titoli di master congiunti Erasmus Mundus, programmi di studio internazionali integrati di alto livello che prevedono mobilità europea ed internazionale durante il periodo di studio. L'Erasmus Mundus prevede inoltre l'erogazione di una quota di borse di studio utili a coprire le spese di vitto e alloggio in un paese straniero, per garantire un percorso d'eccellenza agli studenti più meritevoli. Sarà possibile anche realizzare progetti di cooperazione tra istituti d'istruzione superiore dei paesi partner, con la possibilità di coinvolgere anche partner non-accademici per potenziare i legami con la società e col mondo delle imprese.