Naga: il panorama dell'immigrazione irregolare in Italia

22/01/2015 di Redazione
Naga: il panorama dell'immigrazione irregolare in Italia

L'Associazione di volontariato Naga, che da oltre 30 anni offre supporto sanitario gratuito a cittadini stranieri, ha raccolto i dati provenienti dal suo lungo periodo di lavoro. Una squadra di ricercatori ha intervistato oltre 15mila utenti tra il 2009 e il 2013, ed il risultato è stato un rapporto da titolo emblematico "Stanno tutti bene", una fotografia dettagliata del panorama dell'immigrazione irregolare in Italia.
La ricerca si è avvalsa dell'accesso ad un bacino di utenza spesso al di fuori delle statistiche ufficiali. Tra le informazioni più rilevanti emerse spiccano le lunghe permanenze, il livello di istruzione generalmente molto alto, associati ad un calo dell'occupazione e a un aumento dei livelli di marginalità. La crisi, infatti, ha avuto un impatto fortissimo anche sui cittadini di origine straniera, che sono passati da una percentuale di occupazione pari al 63% nel 2008 ad una pari al 36% nel 2013, con un calo di quasi il 30%.
Si afferma nella ricerca, curata da ricercatori dell'European University Institute, dell'Università Bocconi, dell'Università degli studi di Milano e del Queen Mary University of London: "al crollo degli occupati relativamente stabili, corrisponde un aumento dell'occupazione saltuaria e degli ambulanti.  È inoltre sensibilmente peggiorata la condizione abitativa del campione, con un preoccupante aumento dei senza fissa dimora". Il Presidente di Naga, Luca Cusani, afferma "per la prima volta quest'anno, presentiamo un rapporto dove raccontiamo una realtà recessiva. Abbiamo una normativa insensata, criminalizzante e che crea irregolarità. Attraverso questa ricerca vogliamo restituire una fotografia inedita dell'immigrazione irregolare: una popolazione che sente più fortemente di tutti gli altri i morsi della crisi, che non "ruba" il lavoro agli italiani, ma che anzi lo perde più facilmente, che scivola senza rumore nell'indigenza e spesso nella vita di strada e che sempre più spesso, infine, decide di abbandonare il Paese".
Lo studio conclude ribadendo "l'urgenza di appropriati interventi pubblici e un ripensamento generale della legislazione sull'immigrazione, slegando il permesso di soggiorno dal contratto di lavoro". Noi non possiamo che unirci a questo appello, e ci auguriamo che questi risultati permettano ai cittadini italiani di guardare con occhi diversi ai loro vicini di casa stranieri.