OGM: l’Italia ne vieta la produzione

29/01/2015 di Redazione
OGM: l’Italia ne vieta la produzione

Firmato il decreto che mette al bando il mais MON810 in Italia. Il ministro della Salute Lorenzin, il ministro delle Politiche agricole Martina e il ministro dell'Ambiente Galletti hanno così deciso di prorogare di altri 18 mesi un decreto precedentemente vigente. Se, allo stato di fatto cambia ben poco, il decreto anticipa il recepimento della nuova direttiva UE che consente agli stati membri di proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati nel proprio paese.Tra le altre novità delle nuove norme europee vi è la possibilità data ai singoli stati di stabilire la soglia limite di presenza accidentale di OGM nelle colture tradizionali e biologiche, oltre che nei prodotti alimentari e nei mangimi animali.
Decidere di vietare la coltivazione di organismi geneticamente modificati è una scelta che si inserisce, non solo a favore di una dieta sana e genuina, ma anche a difesa della qualità dei prodotti alimentari italiani nel mondo. E ciò acquista ancora più senso in vista dell'Expo 2015 dedicata al cibo, ospitata a Milano.Numerosi sono stati i commenti a favore della decisione del governo, provenienti da diversi rappresentanti del mondo consociato legato all'agricoltura e all'ambiente: dal presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, a quello dell'Aiab (Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica), Vincenzo Vizioli, fino a Federica Ferraio, responsabile della campagna Agricoltura sostenibile di Greenpeace.Sicuramente, la scelta contro gli OGM è di riflesso una scelta a favore di un'agricoltura più sana e di una produzione di qualità, non omologata e biosostenibile. Resta necessario un piano di sostegno solido, che incentivi la produzione e il consumo di alimenti provenienti da un'agricoltura biologica e naturale, pur restando indubbio l'alto valore politico di questo provvedimento.